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E tu hai le life skill?

Sono quelle competenze che aiutano a risolvere i problemi, a lavorare in squadra e a gestire le emozioni. Ti insegniamo come svilupparle



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di Isabella Colombo

Se lo stress ti logora, vai in crisi quando devi prendere una decisione e litighi in continuazione, ti conviene fare il punto sulle tue life skill. Sono quelle abilità che servono a gestire situazioni spinose, superare ostacoli e risolvere problemi evitando conflitti. «Il mercato del lavoro è sempre più competitivo e i selezionatori, in un candidato, non cercano più solo la formazione e le esperienze ma anche le capacità di lavorare in squadra, gestire le proprie emozioni, pensare in maniera critica e trovare soluzioni creative», spiegano Mirco Soprani e Mariella Bisaccia, coach e docenti del master in life skill di Cineas, la scuola fondata dal Politecnico di Milano per formare i professionisti nella gestione dei rischi. La buona notizia è che queste abilità si possono apprendere e allenare. Ecco qualche esempio

 L’intelligenza emotiva
Ti fai guidare dalla testa o dal cuore? L’intelligenza emotiva è lo strumento che ti permette di usare entrambi per prendere le decisioni giuste.

Come funziona «Mettiamo che tu abbia una giornata strapiena di lavoro e impegni vari», spiegano i due esperti di Cineas. «Un collega ti chiede aiuto (o tuo figlio vuole essere accompagnato da un amico) e tu non sai che cosa fare. Dire no ti dispiace, ma accettare ti farebbe perdere un sacco di tempo. La sensazione è quindi che, qualunque decisione tu prenda, non potrà essere buona. Se attivi l’intelligenza emotiva, ti concentri su due elementi: il pensiero (“Ho troppe cose da fare”) e l’emozione (“Oddio, che confusione!”). La soluzione arriva spontanea: organizzazione. Per esempio potresti stendere una lista di ciò che devi assolutamente fare oggi e scoprire che qualche impegno può slittare a domani. Così diventa possibile risolvere l’urgenza senza ansie né fretta, perché il resto della giornata è già pianificato».

Come si allena «Prova l’esercizio che si chiama Pea, cioè pensiero-emozione-azione. Devi analizzare ogni scelta che hai fatto durante la giornata con questa chiave: che cosa ho pensato, che cosa ho provato e che cosa ho fatto. Ti aiuta a essere consapevole anche della tua parte emotiva e a incanalarla nella giusta direzione».

L’empatia
Essere empatici non vuol dire mettersi nei panni degli altri, ma capire gli altri restando nei propri. Serve a stare bene con chi hai accanto e a gestire i conflitti serenamente e in maniera costruttiva.

Come funziona «Che si tratti di andare a un colloquio di lavoro o di convincere tuo marito a scegliere il mare e non la montagna per le prossime vacanze, capire cosa pensa chi hai di fronte è fondamentale per sapere come comportarti», dice Barbara Quadernucci, allenatrice emotiva e presidente di Life Skills Italia, un’associazione di professionisti che promuove le competenze per la vita. «La prima cosa da ricordare è che non bisogna giudicare o avere pregiudizi. La seconda è ascoltare attivamente, evitando di aspettare frementi il proprio turno per prendere la parola, ma cercando di capire ciò che prova l’altro. I gesti che compie mentre parla, la posizione che assume, il tono di voce e lo sguardo sono tutti segnali utili per capire come entrare in sintonia».

Come si allena «Quando sei in un luogo affollato, osserva uno sconosciuto e immagina come può sentirsi in quella situazione, cosa sta provando in quel momento», suggerisce Quadernucci. «Prova anche ad assumere la sua postura. Facci caso: è ciò che fai spontaneamente quando sei in confidenza con qualcuno. Per esempio ti tocchi i capelli o accavalli le gambe se anche l’altro lo fa».

La comunicazione efficace
Parlare chiaro e ascoltare attentamente quello che dicono gli altri significa non rischiare equivoci, non perdere tempo e non dover ripetere mille volte.

Come funziona «Per comunicare efficacemente bisogna prima di tutto chiarire le proprie intenzioni, poi verificare quelle dell’altro e capire così se le vostre posizioni sono divergenti. Se lo sono, si ricorre alla negoziazione, una sorta di danza il cui obiettivo è trovare una soluzione che faccia contenti entrambi», spiegano i coach. «In aula raccontiamo sempre la storia dell’arancia che due sorelle avevano in frigo. Una se ne impossessa, l’altra ci rimane malissimo. Se si fossero parlate, avrebbero scoperto che a una serviva la spremuta, all’altrala buccia per i canditi. Lo scopo della comunicazione è individuare un terreno comune».

Come si allena «Ponendo domande aperte, quelle cioè che non contengono già una risposta implicita, non indirizzano l’ascoltatore ma lasciano aperte varie possibilità. Per esempio: “Dove vai oggi?” anziché “Oggi vai in banca?”. La prima ti permette di avere informazioni che magari non avresti mai pensato di chiedere. Con la seconda otterrai al massimo un sì o un no».

Il problem solving
È la capacità di mettere a fuoco il problema e risolverlo: non nel primo modo che ti viene in mente ma cercando, tra una gamma di soluzioni, quella più efficace.

Come funziona «La soluzione migliore è quella che risponde al vero problema, non a quello che tu percepisci come un problema», spiega Quadernucci. «Prendiamo il caso di una collega che ti mette i bastoni tra le ruote. Se in passato ti ha fatto uno sgarbo, tendi a pensare di esserle antipatica. Magari invece sta solo attraversando un brutto periodo. Conoscere le cause del problema permette di trovare soluzioni migliori». «Poi metti in pratica il metodo del 10-10-10», aggiungono i coach. «Quando pensi a una soluzione, chiediti cosa succederà tra 10 minuti, tra 10 giorni e tra 10 anni. Se le conseguenze sono positive, vuol dire che la soluzione funziona».

Come si allena «Per allenarti a trovare soluzioni efficaci, parti da problemi piccoli e cerca tre possibili alternative», consiglia Quadernucci. «Per esempio: il rubinetto perde, vivo da sola e devo andare al lavoro entro un’ora. Cosa faccio? Metto una bacinella sotto il lavandino e ci penso questa sera, provo a sistemarlo io subito, chiedo un intervento d’urgenza all’idraulico e lo aspetto».


Stai cercando lavoro? Metti le life skill nel cv
Aggiungi al tuo curriculum una voce che dimostri come tu conosca il valore di certe competenze: può essere un corso, un libro, un seminario. «Al colloquio, poi, metti in pratica quello che hai imparato. Per esempio fai domande aperte, spiega come gestiresti una squadra, racconta in che modo nei tuoi lavori precedenti hai risolto dei problemi analizzandoli efficacemente», suggerisce Barbara Quadernucci. Per saperne di più, clicca su lifeskills.it: per ogni competenza trovi gli approfondimenti e un programma base di allenamento (è studiato per i ragazzi ma è perfetto per chiunque sia alle prime armi).

Articolo pubblicato sul n.23 di Starbene in edicola dal 26/05/2015 

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