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Dolore e paura: i libri che ci aiutano ad affrontarli

Il dolore psichico provocato da eventi improvvisi e violenti o dal malessere strisciante non è invincibile. Puoi imparare a tollerarlo. Ce lo insegnano i libri



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Foto: iStock


di Angelo Piemontese

Come si vince il dolore? Quello delle frustrazioni quotidiane, dei traumi dell’esistenza, della perdita e dell’abbandono. Quello che la vita non ci risparmia da nessuna parte, che scaturisce dai lutti, dalle separazioni, dalla paura di invecchiare, ma anche dai cambiamenti e dalle relazioni intime (tradimenti, litigi) e dalle malattie gravi che colpiscono i nostri familiari. A chi non è capitato di viverlo? A questo spesso si aggiunge la paura del dolore stesso che possiamo soffrire o che abbiamo sperimentato. Insomma, come possiamo sopportare le ferite della vita che talvolta ci lasciano profonde cicatrici nell’animo? Per fortuna non sono indelebili: il dolore si può affrontare e sopportare perché in ognuno di noi c’è una forza, tutta da scoprire, che ci fa ritrovare la voglia di vivere e ci fa perfino tornare il desiderio di essere allegri. E la lettura ci può dare una mano non indifferente in questo percorso.

I CONTORNI SFUMATI DEL MALESSERE

«È importante concentrarci su una forma di malessere strisciante che ha invaso la mente dei soggetti della contemporaneità e che si manifesta nelle domande di sostegno psicologico negli studi di noi psicoanalisti», dice Marco Francesconi, docente di psicologia dinamica all’Università di Pavia.

«Un malessere dai contorni confusi, che appare spesso come paura del dolore che si potrebbe soffrire a causa di una malattia o di un evento catastrofico o della scomparsa di persone care. Si evidenzia spesso in attacchi di panico e in sintomi ansioso depressivi. Dunque forme di dolore caratterizzate da un lato dall'irreparabilità 'brutale' di alcune evenienze e, dall'altro, dal fatto che si può scoprire inaspettatamente che abbiamo in noi le risorse per sopravvivere e vivere. Un messaggio di speranza rivolto in particolare ai giovani».


SOLUZIONI INASPETTATE DALLA LETTURA

La lettura è davvero uno strumento idoneo ad affrontare eventi dolorosi. «I libri possono essere amici preziosi in momenti difficili. Infatti nei libri possiamo trovare soluzioni inaspettate, impreviste, al problema che ci sta in quel momento angustiando.

Oppure il libro può portarci in territori dove momentaneamente distrarci (trarci fuori) da ciò che ci affatica e addolora. Una distrazione che potrebbe restituirci diversi nel ritorno al peso della quotidianità, e in quanto diversi trovare, grazie a un nuovo sguardo sulla realtà, soluzioni che prima non consideravamo nemmeno». Daniela Scotto di Fasano della Società Psicoanalitica Italiana aggiunge: «I libri su questo argomento spiegano come si fa a ricominciare a vivere e a far posto alla realtà dolorosa; per esempio di fronte ai lutti improvvisi risistemandoli dentro di noi in forma di ricordi e anche come vincere la paura che può diventare un ostacolo nel percorso di trasformazione del dolore».


ECCO I TITOLI UTILI SCELTI DAI NOSTRI ESPERTI

Ruggine e ossa di Craig Davidson, assieme al film che ne è stato tratto (Un sapore di ruggine e ossa di Jacques Audiard) mostra come un fatto violento e molto doloroso possa rappresentare paradossalmente un’occasione di trasformazione per i protagonisti e, di conseguenza, di un miglioramento delle loro relazioni.

Anche in Oscar e la dama in rosa di Éric-Emmanuel Schmitt il piccolo protagonista, malato terminale, potrà, grazie all'incontro significativo con la Dama in rosa, vivere un'intera vita nello spazio ristretto di una settimana, recuperando il valore dei legami affettivi e, soprattutto, della speranza.

Con il libro Una parete sottile di Enrico Regazzoni, la fatica di un lutto interminabile che colpisce un bambino potrà risolversi per lui in una normale condizione di vita, raggiungendo la consapevolezza del valore della vita che, come dice Freud, “non sarà molto ma è tutto ciò che abbiamo”.

Invece La trasformazione del dolore di Goriano Rugi è un saggio che spiega, tra l’altro, come affrontare il dolore provocato da un figlio malato. «Il dolore può essere trasformato attraverso una “mentalizzazione”, cioè può essere dimenticato solo quando riusciamo a soffrirlo», dice l’autore a Starbene. Controproducente, invece, è rifiutarlo in una sorta di anestesia mentale, perché così si riduce la capacità di vivere le emozioni: chi non è in grado di soffrire il dolore non riesce neppure a sperimentare il piacere.

Nel romanzo La brutalità delle cose di Lorena Preta si parla invece “degli eventi che ci troviamo addosso improvvisamente senza il tempo per poterli interpretare e degli avvenimenti intrasformabili ma a cui possiamo adattarci rendendoci conto dei cambiamenti attorno ad essi”.


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