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Come aumentare l’autostima in 3 mosse

Per aumentare l’autostima è necessario lavorare su una nuova concezione di se stessi e aprirsi al mondo senza il timore di sentirsi inferiori agli altri



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di Paola Toia

CHE COS’È L’AUTOSTIMA?

Prima di parlare di autostima, è importante capire che cosa significa esattamente questa parola che riveste un ruolo centrale nella vita di ognuno. Infatti è la percezione che si ha di se stessi, come se ci si domandasse: “Cosa penso di me?”. Stare bene con se stessi ed essere felici permette di avere una grande autostima, mentre una vita poco appagante e tante delusioni possono togliere valore alla considerazione personale, innescando in molti casi processi distruttivi a catena.

L’autostima, se vista come qualcosa di matematico, può essere paragonata a una sinusoide, perché nel corso della vita, in certe fasi, ci si può sentire i ‘re del mondo’,  mentre in altre ci si vorrebbe seppellire. E’ importante accettarsi e non rinnegare i momenti bui in quanto, se si sanno gestire, insegnano molto. Anche affidarsi a degli esperti per evitare l’autodistruzionie in casi estremi è un’ottima soluzione.

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1. PARTIRE DA SE STESSI

Per trovare equilibrio interiore e stare bene con se stessi è necessario lavorare sulla sfera più intima, capendo che cosa mette a disagio e che cosa è possibile fare per migliorare il rapporto con il proprio ‘io’. Rispondere alla domanda “cosa posso fare per me”, spinge il soggetto a mettersi al centro, dandosi il giusto valore. Non è un’azione facile, ma solo in questo modo è possibile fare un primo passo verso pensieri positivi.

Proviamo a non sabotarci, evitando di pensare che le cose possano sempre andar male, ostacolandoci da soli; per contro sì ai pensieri felici e alla propositività, che mettono di buon umore e danno la giusta carica. Farsi dei complimenti, imparare ad accettarsi con i propri limiti e difetti e approcciarsi alla vita con uno spirito più rilassato sono step da compiere gradualmente.

Smetterla di essere egocentrici: forse può suonare strano, ma una bassa autostima a volte potrebbe essere accompagnata da una concentrazione eccessiva su di sé. Bisogna partire dal presupposto che la perfezione non esiste, pertanto mettersi in gioco con le proprie potenzialità sarà un’esperienza arricchente.

Basta poco: mettere da parte la paura e iniziare a fidarsi, sorridendo di più e agitandosi di meno. Ricordarsi anche che sbagliare non è un reato e alle volte dagli errori sono nate le migliori invenzioni… per cui sperimentare e sperimentarsi!

2. CHE COSA FARE: ISTRUZIONI PER L’USO

Dopo aver fatto qualche passo verso di sé (in modo graduale), si possono mettere in atto degli stratagemmi che invoglino all’apertura, perché il mondo non deve far paura e scappare non serve a nulla. All’inizio non sarà facile, specialmente quando la timidezza è molto forte, ma un tentativo ne varrà la pena.

A scuola, in ufficio o in situazioni pubbliche proviamo a sederci nelle prime file, spingendoci ogni tanto a uscire fuori dal nostro guscio, magari con interventi, domande, esposizione di idee. Se capitano occasioni, offriamoci per parlare in pubblico facendo delle pause, sorridendo ed esponendo gli argomenti con calma e chiarezza… nel dubbio puntare sulla semplicità.

Facciamo parlare il nostro ‘grillo interiore’ solo quando serve, altre volte non ascoltiamolo e cerchiamo di rimanere tranquilli. Dedichiamoci a hobby che fanno star bene, non trascuriamoci (partendo dal vestiario), aiutiamo gli altri e non abbattiamoci per le difficoltà, perché si rinasce più forti.

3. DAL PROPRIO ‘IO’ AGLI ALTRI

Se è importante lavorare su se stessi, è fondamentale essere consapevoli del fatto che gli altri possono fare tanto e aprirsi non significa essere vulnerabili, ma più forti. Confidarsi con amici e parenti permette di confrontarsi e crescere; anche le classiche batoste sono utili, così come delle sane litigate forgiano il carattere e fanno capire chi si vuole veramente essere. Alle volte anche chi sembra più estroverso può averei una bassa autostima, mostrando un carattere apparentemente aperto e trincerandosi dietro le proprie certezze.

Bisogna imparare a sentirsi parte del tutto, riducendo l’attenzione verso i propri difetti (non così grandi!). La vita è un continuo mettersi alla prova, senza che ci siano test ad attenderci, ma importanti lezioni che fanno crescere, volerci bene e amare.

Ogni fascia di età ha il suo bagaglio da offrire, che non deve spaventare ma motivare a scendere in campo, capendo quando è il caso di stare in panchina o andare sotto rete!

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