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Pelle disidratata? Dissetala

Che sia secca, sensibile o grassa, la pelle può risentire della carenza d’acqua e risultare disidratata, un problema che con l’età tende a peggiorare



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Quando la pelle manifesta una carenza d’acqua, si dice che è disidratata. Non è una prerogativa della pelle secca. Anche quella sensibile si presenta spesso arida e poco elastica. Persino le pelli grasse e miste non sono immuni dal problema.

I dermatologi parlano di sindrome del "pozzo petrolifero nel deserto": nonostante l’abbondante produzione di sebo e l’aspetto unto e oleoso, in chi soffre di impurità e acne la pelle, specie in alcune aree, appare secca e bisognosa d’acqua. Il sebo infatti trattiene l’idratazione nelle cellule superficiali, ma non previene l’evaporazione dell’acqua. Ecco un efficace programma anti-secchezza.


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Quali fattori possono disidratare la pelle 

Aria secca (riscaldamento domestico, viaggi aerei), vento (aumenta l’evaporazione dell’acqua con conseguente indice di raffreddamento), esposizione al sole, eccessiva detersione senza adeguata lubrificazione (esfoliazione senza supporto emolliente) e altitudine elevata (basso tasso di umidità relativa), assunzione di alcolici, febbre e fumo seccano la pelle provocando una sensazione di pelle che tira, a volte anche fastidio e prurito.

Anche un insufficiente apporto di acqua dopo una forte traspirazione (esercizio, calore estivo) può essere un fattore di disidratazione.  

La pelle diventa più secca invecchiando 

Alcune persone soffrono di pelle arida in giovane età a causa di fattori ereditari. Ma per tutti la disidratazione aumenta con l’età. La funzione di trattenere l’idratazione nella barriera idrolipidica, infatti, diminuisce, ovvero perde la capacità di trattenere l’acqua.

Inoltre, un ricambio epidermico dai tempi sempre più ridotti induce un maggior logorio della superficie dermica. Le cellule superficiali sono più vecchie e indurite. La produzione di sebo diminuisce per la riduzione nei livelli di sangue dell’ormone surrenale deidroepiandrosterone. Un danno cumulativo indotto dall’esposizione al sole provoca un’insufficiente circolazione nella pelle, con ridotto trasporto di acqua. 

Come affrontare il problema

Per mantenere idratata la pelle, si devono evitare le condizioni ambientali che provocano la perdita d’acqua (freddo, vento, lunghe esposizione al sole senza protezione, bruschi sbalzi di temperatura) e compensare con prodotti idratanti ed emollienti quando questi fattori non possono essere evitati.

Oggi esistono diverse formulazioni di idratanti per il viso, a seconda del tipo di pelle: in gel per quella mista e oleosa, in balsamo per le più sensibili, in crema per le pelli naturalmente secche. Garantiscono una rapida e intensa idratazione, rendono la cute morbida e liscia, rinfrescano e ammorbidiscono, ristabilendo l’equilibrio idrolipidico con effetti prolungati nel tempo.

Per un’idratazione no-stop

Nei periodi in cui la disidratazione è più intensa, l’idratante non va utilizzato solo al mattino e alla sera, ma anche durante la giornata, ogni volta che se ne sente il bisogno, per una carica immediata di idratazione e un benessere durevole.

Per esempio in ufficio, dove l’aria artificiale, fredda o calda, è un nemico: se si è truccate, si può picchiettarlo sopra il make up, sulla parte superiore degli zigomi e su naso, tempie e mento, senza stenderlo con le dita. In attesa all’imbarco? Un velo prima di salire a bordo è utile per contrastare gli effetti inaridenti dell’aria che circola in cabina.  

In dosi generose, invece, l’idratante si può trasformare in una maschera ultra dissetante, da godersi comodamente sdraiate per 5 minuti e poi rimuovere con una velina.

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