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Invecchiamento: le novità della medicina antiaging

Si vive più a lungo, ma spesso la salute è precaria. Ecco come prevenire l’insorgere di alcune malattie



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di Valeria Ghitti

Oggi viviamo di più: in media 83 anni, ma l’aspettativa di vita in salute è di 73 anni (fonte World Health Statistics 2015). In pratica, è come se passassimo gli ultimi 10 anni in malattia. Una distanza che va colmata: è ciò che cerca di fare la medicina antiaging.


«Negli USA è in corso lo studio di un farmaco, la metformina, come nuova arma anti-invecchiamento», afferma Ascanio Polimeni, psiconeuroendocrinoimmunologo. «Usata da decenni contro il diabete, ha mostrato, sugli animali e sui malati, di avere un effetto di “lunga vita”, riducendo la comparsa di demenza, ictus, cancro e malattie degenerative. Se lo studio ne confermasse gli effetti, potrebbe essere usata anche da chi è sano, ma a rischio di sviluppare queste patologie, favorendo un invecchiamento in salute». 


Ci vorranno alcuni anni per avere i risultati, ma nell’attesa puoi già fare molto. Scopri qui di seguito le mosse strategiche.


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I test che svelano la tua vera età


Lo stato di invecchiamento non corrisponde necessariamente all’età anagrafica. «Un test genetico, su cellule prelevate dalla bocca con un tampone, scova eventuali piccole mutazioni (polimorfismi) dei geni che regolano alcuni processi cellulari connessi con l’invecchiamento, per capire se sei predisposta o meno a un loro malfunzionamento e quali sono i tuoi punti deboli», spiega il dottor Polimeni.


«Esami del sangue e delle urine, invece, valutano l’eventuale alterazione di alcuni biomarcatori dell’invecchiamento (come omocisteina, citochine infiammatorie, proteina C infiammatoria, fibrinogeno e proteine glicate), segno di un malfunzionamento di questi processi già in atto. In più, permettono di analizzare i livelli degli ormoni, dei radicali liberi, degli acidi grassi,le concentrazioni di vitamine, oligoelementi e metalli pesanti, e individuare squilibri e carenze». Spendi dai 100 ai 300 € per quelli di laboratorio e dai 200 in su (dipende dal numero di esami) per il test.

Gli integratori


In base ai risultati dei test sull’età biologica, ti possono venire in aiuto integratori ad hoc. Non solo vitamine o minerali per correggere eventuali carenze, ma anche geroprotettori: «Sono estratti, soprattutto vegetali, che agiscono positivamente sui processi connessi all’invecchiamento: transresveratolo, quercetina, berberina e curcumina sono i principali. Li trovi in diversi integratori (in farmacia) che puoi assumere secondo le dosi indicate sulle confezioni a cicli di 3 mesi, seguiti da due di pausa», consiglia Polimeni.

Sport e digiuno: elisir di longevità


Come invecchi dipende solo al 30% dai geni: per il resto è tutta questione di stile di vita, quindi è su questo che è fondamentale intervenire. È scientificamente dimostrato che un ridotto apporto calorico e l’attività fisica permettono di vivere più a lungo in modo sano: «In entrambi i casi, infatti, si mette a riposo l’enzima mTOR e si attiva l’AMPK, inducendo l’autofagia, un meccanismo di rigenerazione delle cellule del nostro corpo che eliminano le loro parti
danneggiate, rallentando l’invecchiamento. Così si risincronizzano anche gli orologi biologici cellulari, riequilibrando
tutto l’organismo», spiega Polimeni.


E infatti, più che di riduzione protratta delle calorie (difficile da gestire) oggi si consiglia il digiuno intermittente o ciclico, il cronofasting integrato, sotto la guida dello specialista: «Gli ultimi studi hanno sperimentato positivamente due opzioni: mangiare per 2 giorni a settimana solo verdure con poco olio e anticipare sempre l’ora della cena in modo da avere un più lungo digiuno notturno, oppure seguire una dieta molto vicina al digiuno per 5 giorni, ogni 3-6 mesi», spiega l’esperto.


L’attività fisica deve essere regolare e moderata: ottimi i classici 10mila passi al giorno. «Con il movimento e il digiuno intermittente aumenta anche la proteina BDNF che mantiene giovane il cervello favorendo la formazione di nuovi neuroni», aggiunge l’esperto.

Gli ormoni verdi


Intorno ai 40 anni andrai incontro anche a un calo della produzione di buona parte degli ormoni (in particolare quelli sessuali, i loro precursori come il DHEA e il pregnenolone, la melatonina, quelli tiroidei e l’ormone della crescita) e a un aumento di altri (come il cortisolo) e quindi a uno squilibrio generale.


«Puoi ristabilire l’assetto ormonale, tornando a quello giovanile, assumendo ormoni bioidentici, cioè sintetici ma ottenuti da molecole vegetali e resi uguali a quelli del nostro corpo, per potenziarne i benefici e ridurne gli effetti collaterali. Non è la terapia sostitutiva: ti viene prescritto un mix personalizzato, a dosi fisiologiche, cioè quelle che l’organismo giovane produce normalmente ogni giorno, per circa 3-6 mesi. Poi ripeti gli esami», dice Polimeni.

La novità: il check quantistico


Si chiama “Bionic scanner” il nuovo test che in modo veloce e indolore fotografa il tuo stato di salute. «Basato sulla fisica quantistica, analizza il modo in cui le cellule comunicano tra loro attraverso deboli segnali elettromagnetici, individuando alterazioni anche minime», spiega Nadia Tamburlin, medico vicepresidente della Società di medicina anti invecchiamento della Svizzera Italiana, tra le prime a utilizzarlo a Milano e alla Medical SPA di Alassio. 


Mentre sei seduta, con in mano un manipolo, l’apparecchiatura in 60 secondi rileva 39 diversi parametri, tra cui i livelli di oligoelementi, minerali, vitamine, aminoacidi, metalli pesanti, livelli ormonali, pH. «Analizzando i risultati, il medico ha una prima diagnosi orientativa in base alla quale può indirizzarti verso esami più specifici, ma anche, in chiave antiaging, prescriverti integratori mirati e personalizzati, da assumere in forme biodisponibili e sublinguali, per riequilibrare eventuali eccessi e carenze». Costa circa 200 euro.

Articolo pubblicato sul n. 4 di Starbene in edicola dal 12/01/2016

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