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Bellezza: le nuove iniezioni sciogli-grasso

Le infiltrazioni sono molto efficaci per snellire i punti critici e non richiedono anestesia. Scopri come agiscono

credits: iStock



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1. Aqualyx

L’ultima strategia anticuscinetto impazza su Groupon e altri gruppi di acquisto che fanno a gara a proporla a prezzi superscontati. Si chiama Aqualyx (pubblicizzata anche come Soluzione Motolese o Soluzione M) ed è il cavallo vincente della cosiddetta intralipoterapia, il trattamento non chirurgico delle adiposità localizzate. In pratica, niente sala operatorie, laser o cannule da liposuzione. Ma una soluzione iniettabile, inventata nel 2009 dal medico bolognese Pasquale Motolese e adottata da sempre più studi medici italiani ed europei.

Come agisce - «Si tratta di una soluzione liquida che viene iniettata profondamente, con speciali aghi, all’interno del tessuto adiposo», spiega il dottor Roberto La Monaca, chirurgo estetico a Palermo. «Racchiude una sostanza lipolitica (che scioglie i grassi, appunto) chiamata sodio desossicolato che viene inserita nel pannicolo adiposo mediante un sistema a rilascio controllato.
Aqualix determina la cosiddetta adipocitolisi: danneggiando la membrana cellulare degli adipociti (le cellule di grasso) porta alla loro progressiva eliminazione. Così il pannicolo adiposo si riduce di volume nel giro di 3-4 sedute, distanziate un mese l’una dall’altra (200 euro l’una)». Usato per il trattamento di adiposità localizzate (addome, glutei, fianchi, ginocchia, interno ed esterno cosce e culotte de cheval), Aqualyx viene eseguito senza anestesia.


Effetti collaterali - Alcuni pazienti riferiscono un leggero bruciore o formicolio, che dura pochi minuti, mentre è normale che nella settimana successiva si formi un edema. L’ideale, per accelerare la scomparsa del gonfiore, è fare delle sedute di linfodrenaggio o di cavitazione. 


2. Fosfatidilcolina


L’altra star delle iniezioni sciogligrasso è la fosfatidilcolina, un derivato della soia presente in Italia da quasi 10 anni che sta attraversando ora il suo momento di gloria. È un vero e proprio farmaco usato da tempo per la cura della steatosi epatica (il “fegato grasso”) che solo successivamente è stato adottato anche in ambito estetico.

Come agisce - «Bersaglio della fosfatidilcolina è l’adipocita che normalmente contiene tra 65 e 85 mg di trigliceridi, ma che in caso di obesità o di marcato sovrappeso arriva a contenerne fino a 200 mg», puntualizza Dvora Ancona, professore a contratto del master in medicina estetica all’Università Guglielmo Marconi di Roma e direttore del Centro Medico Juva di Milano.
«Questa alterazione, chiamata ipertrofia adipocitaria, si corregge con infiltrazioni ad hoc. Iniettata nel tessuto adiposo sottocutaneo, la fosfatidilcolina attiva una lipolisi chimica, così da “sgonfiare” gli adipociti e ottenere, in breve tempo, una riduzione volumetrica dell’adiposità della parte interessata». Le infiltrazioni, 4-5 per area trattata (il costo varia a seconda della quantità di fosfatidilcolina utilizzata, in media da 150 euro a seduta), non richiedono anestesia perché eseguite con aghi molto sottili.

Effetti collaterali - Non ci sono controindicazioni e il ritorno alla normalità è immediato, ma nei giorni successivi è possibile la comparsa di gonfiore e lividi. Si consiglia di bere due litri e mezzo di acqua al giorno per facilitare lo diuresi e lo smaltimento del grasso per via metabolica.


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Articolo pubblicato sul n. 16 di Starbene in edicola dal 05/04/2016

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