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Come si sceglie la crema solare?

Sono 5 i requisiti fondamentali: capacità protettiva, texture, resistenza, stabilità ed effetto cosmetico. Senza dimenticare la gradevolezza



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Non dobbiamo pensarci solo quando è ora di preparare le valigie per le vacanze. Già adesso, in occasione di weekend al mare, gite fuori porta, pic nic al lago o biciclettate al parco, il solare deve essere una presenza fissa in borsetta, accanto a spray antizanzare e stick per le labbra. Ricordiamoci che il primo sole non si scorda mai: non commettiamo l’errore di pensare che non faccia male, solo perché in città è meno potente e ci si espone per poco tempo. Scottature ed eritemi sono sempre possibili. Il solare ideale? Al di là di gusti ed esigenze personali, deve avere cinque caratteristiche fondamentali.

Una protezione ad ampio spettro

Sull’etichetta devono essere riportati: la sigla SPF (Fattore di Protezione Solare), che definisce la capacità protettiva del solare nei confronti delle radiazioni UVB (quelli che producono l'eritema) e il bollino con il simbolo UVA, che indica che il prodotto protegge anche nei confronti di quelle radiazioni che non scottano, ma riuscendo a penetrare in profondità nel derma, sono responsabili del fotoinvecchiamento e coinvolte nelle reazioni di fotosensibilizzazione.

Una texture adeguata

La formulazione influisce sull’efficacia protettiva perché influenza la quantità applicata sulla pelle. Deve essere anche gradevole: un prodotto piacevole da applicare e multisensoriale incentiva all’utilizzo costante. Le scelte migliori? Emulsioni, fluidi e latti, anche in versione spray. Acque, oli e gel, invece, hanno una scarsa capacità protettiva. Gli stick sono adatti alle piccole aree (labbra, contorno occhi, orecchie, nei, cicatrici) e quando c’è bisogno di una protezione “strong”, per esempio in alta montagna.

La resistenza all’acqua

È importante che il prodotto resista per un certo periodo di tempo al contatto con l'acqua o alla sudorazione, mantenendo inalterate le capacità di filtrare gli UV. Esistono due diversi livelli, che devono essere testati da studi clinici e indicati sulla confezione: “resistente all’acqua”  o “molto resistente all'acqua”. Abolita l’espressione “waterproof” (“a prova di acqua”), sostituita da “water resistant”. 

La fotostabilità

Con questo termine si indica la capacità del prodotto di non subire alterazioni con l’esposizione al sole: i filtri protettivi contenuti devono mantenere costanti le loro capacità per almeno due ore. Anche se rispettano questo requisito, i solari vanno comunque riapplicati ogni due o tre ore e dopo ogni bagno in mare o piscina, dopo essersi asciugati bene: sulla pelle umida, la loro efficacia si riduce.

Un’azione di trattamento

Oggi i solari sono cosmetici a tutti gli effetti: mentre proteggono dal sole, si prendono cura della pelle idratandola, correggendo le imperfezioni, trattando gli inestetismi (rughe, macchie, lesioni da acne, rossori) e aiutando a prevenire gli effetti dell’invecchiamento. Sono declinati in base al tipo di pelle e tengono conto delle esigenze specifiche di ogni cute: idratazione per quelle secche, delicatezza per le più sensibili, normalizzazione del sebo per le giovanissime, azione antietà per le pelli mature. 

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