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Pollo: sei motivi per mangiarlo

Un team di esperti spiega quali sono i punti di forza della carne bianca e come valutarne la qualità



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Otto italiani su 10 consumano la carne di pollo almeno una volta alla settimana. Non solo perché è conveniente ed economica (come afferma il 91% degli intervistati di un recentissimo sondaggio Doxa), ma anche perché è più magra (lo pensa l’89% di noi), è tra gli alimenti più indicati in una dieta dimagrante (83%) e in famiglia piace sia agli adulti sia ai bambini (come sostiene l’82% di chi è stato coinvolto nell’inchiesta d’opinione). Eppure, circolano ancora molti pregiudizi su questa carne. Abbiamo voluto fare chiarezza con l’aiuto di un team di esperti. Che in più ci hanno dato tanti consigli su come valutarne la qualità, come cucinarla e quanta mangiarne alla settimana.


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1 Aiuta a dimagrire
«Se vuoi perdere peso il pollo è il tuo principale alleato: è poco calorico, è una fonte di proteine facilmente digeribili (perché costituite da fibre muscolari di piccolo calibro e con poco collagene rispetto alle altri carni) e ha pochi grassi (che sono concentrati soprattutto nella pelle, quindi semplici da eliminare) », afferma la dottoressa Diana Scatozza, specialista in scienza dell'alimentazione. «Devi solo fare attenzione a non aggiungere troppi condimenti. Consumalo ai ferri, insaporito con un pizzico di sale alle erbe e limone. Oppure lessato e tagliato a dadini, in un’insalata di verdure crude miste, con l’aggiunta di un cucchiaino di olio extravergine d’oliva».

2 E' fonte di ferro
Il 71% degli italiani del sondaggio Doxa ritiene che la carne bianca non fornisca questo minerale.«Invece, nel pollo si va da 0,6 mg del petto saltato in padella a 1,4 mg del fuso senza pelle cotto al forno (i dati sono quelli delle tabelle dell’Inran, sapermangiare. mobi, per un etto di alimento)», precisa la dietologa. «Nel bovino ce n’è una quantità variabile da un minimo di 1,1 mg della punta di petto a un massimo di 1,9 mg del filetto: non molto di più».

3 Fa bene al cuore e alle arterie
Il pollo, in alternativa ad altre fonti proteiche, «potrebbe rappresentare una strategia utile per controllare il rischio coronarico», è scritto nel Documento di consenso sulle carni avicole a cura dell’Istituto di ricerca Nutrition Foundation of Italy (NFI), pubblicato sulla rivista internazionale Food & Nutrition Research (foodandnutrition.net). Il motivo: il basso tenore di sodio (che può favorire l’ipertensione), la scarsità di ferro nella forma eme (quella presente nei muscoli), la ricchezza di grassi polinsaturi (che, a differenza di quelli saturi, non intasano i vasi sanguigni). «Un impiego più ampio di queste carni (in Italia ne consumiamo 13,6 kg a testa all’anno contro i 17,8 kg della media UE) nell’ambito di un’alimentazione equilibrata consentirebbe un miglioramento della qualità complessiva della nostra dieta», aggiunge il dottor Andrea Poli, coordinatore del documento. Ma qual è la dose giusta? La Società italiana di nutrizione umana consiglia di portare in tavola 3-4 porzioni di carne (da 100 g l’una) alla settimana. «L’ideale sarebbe inserire nel menu 3 volte la carne bianca (pollo e tacchino) e 1 volta quella rossa (di bovino)», consiglia la dietologa Scatozza.

4 E’ allevato senza ormoni
Il loro uso, in tutti i Paesi dell’Unione europea, è vietato. I polli, inoltre, hanno un ciclo di vita talmente breve (una quarantina di giorni) che non avrebbe senso spendere soldi per acquistare farmaci vietati e pure inutili. Nonostante l’87% degli italiani pensi il contrario, «i controlli che ogni anno vengono effettuati dalle autorità sanitarie confermano che non ci sono ormoni», assicura Sivia Biasotto, del Dipartimento sicurezza alimentare del Movimento difesa del cittadino (un’associazione di con sumatori). Se i polli di oggi sono più pesanti rispetto a 30 anni fa è grazie «al miglioramento dei metodi di allevamento, della selezione delle razze e dell’alimentazione», spiegano all’Unione nazionale allevatori (Unaitalia), promotrice della campagna 6 verità sul pollo».

5 Non contiene antibiotici
Il ricorso a questi farmaci per favorire la crescita dei polli è vietato in Europa dal 2006 sebbene il 74% degli italiani sia convinto che venga ancora praticato. «Quando gli antibiotici sono impiegati in modo corretto per curare delle malattie, nella carne che mangi rimangono zero tracce (o quantità minime, non pericolose per la salute) perché deve essere rispettato il cosiddetto “periodo di sospensione”, cioè il tempo necessario affinché queste sostanze vengano smaltite dall’animale prima che sia messo in vendita», interviene Diana Scatozza, medico dietologo. «I controlli sanitari confermano che nei polli italiani non ci sono (se non rarissimamente) residui di antibiotici», conferma Silvia Biasotto. Su 6700 campioni analizzati nell’ambito del Piano nazionale residui solo 5 sono stati segnalati per un uso improprio di questi farmaci. «Negli ultimi 3 anni, inoltre, il loro utilizzo negli allevamenti avicoli è diminuito del 20%, arrivando a rappresentare meno del 12% del consumo nella zootecnia nazionale», ci tiene a puntualizzare Unaitalia.

6 E’ sicuro
«Gran parte delle allerte per il pollame riguarda casi di salmonellosi (circa un centinaio all’anno)», dice l’esponente del Movimento difesa del cittadino. «Il consumatore può difendersi da questa tossinfezione cuocendo sempre bene la carne ed evitando che entri in contatto con altri cibi. Quanto all’aviaria (che può causare congiuntivite o lievi sintomi similinfluenzali) il rischio c’è solo per chi tocca gli animali infetti. E anche in questo caso il calore è la migliore difesa». A nulla serve invece lavare la carne prima di cucinarla. Anche se il 77% degli italiani crede che l’acqua abbia un potere disinfettante.

Se lo vuoi più saporito
Non andare al super ma compralo in fattoria. Avrai la certezza che l’animale non è stato allevato in modo intensivo. «Le differenze riguardano il sapore della carne, più che il suo profilo nutrizionale», rassicura Donegani. «Un pollo “industriale” (chiamato broiler), quando arriva sulle nostre tavole ha circa 40 giorni, pochi perché risulti gustoso, e pesa tra 800 g e 1 kg e mezzo. Di solito ha il grasso biancastro e la carne che si stacca facilmente dall’osso. Il pollo "del contadino" invece ha il grasso giallo, mentre il petto o le cosce hanno un aspetto rosato, luminoso e brillante».

Articolo pubblicato sul n.31 di Starbene del 21/07/2015

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