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Il latte fa bene? Il parere degli esperti

Di recente il Ministero delle Politiche agricole ha lanciato una campagna pubblicitaria per incentivarne il consumo. Ecco le cose da sapere



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di Francesca Soccorsi

La conduttrice Cristina Parodi, l’ex calciatore Demetrio Albertini, lo chef Carlo Cracco, il nutrizionista Giorgio Calabrese: tutti testimonial della campagna di comunicazione lanciata dal Ministero delle Politiche agricole per incentivare il consumo di latte.

Ma questo alimento è davvero “indispensabile” per il nostro organismo? «La definizione è stata già censurata come ingannevole negli anni scorsi dall’Istituto di autodisciplina pubblicitaria, perché fa credere, a torto, che sia impossibile vivere senza assumere proteine animali», affermano dal fronte vegano, dove è partito un tam-tam di proteste sui social network.

Per capirne di più, abbiamo chiesto ad alcuni esperti di commentare le affermazioni presenti nel sito oradellatte.it nato a supporto dell’iniziativa ministeriale.


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È TRA GLI ALIMENTI PRINCIPE DELLA COLAZIONE DI ADULTI E BAMBINI

VERO, MA... «Un bicchiere da 100 g di quello intero contiene in media 3,3 g di proteine, 3,6 g di grassi, 4,9 g di zuccheri, oltre a minerali e vitamine. Dunque, il latte è un cibo completo, su questo non ci sono dubbi», spiega la dottoressa Cinzia Longobucco, biologa specialista in Scienza dell’alimentazione. Tanto che i Larn (Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia) raccomandano di consumarne 3 porzioni da 125 g al giorno (sostituibili, in tutto o in parte, con la stessa quantità di yogurt).

Ma il latte fa bene a ogni età? «Ideale per un organismo in rapido sviluppo, non è indispensabile dopo il termine della crescita», chiarisce la dottoressa Sara Ciastellardi, nutrizionista e omeopata. «E se poi si vuole perdere peso, meglio limitarne il consumo a un paio di volte alla settimana, non di più», interviene il dottor Luca Speciani, medico e alimentarista.

Una tazza da 250 ml fornisce (a meno che si voglia puntare sulle versioni parzialmente scremate o magre) 160 calorie, decisamente troppe per chi ha problemi di linea.

È FACILMENTE DIGERIBILE PERCHÉ HA UNA MODERATA QUANTITÀ DI GRASSI

FALSO. «Un buon latte è quello intero, ricco di lipidi (3,6% del peso) e di conseguenza non così semplice da metabolizzare », commenta il dottor Speciani. Inoltre: «Il lavoro richiesto a stomaco e intestino non dipende solo dalla quota di grassi.

A contare è anche la capacità dell’organismo di assimilare il lattosio,cioè di scindere questo zucchero in galattosio e glucosio grazie alla lattasi, un enzima che può essere più o meno presente», precisa la dottoressa Ciastellardi. Se manca è un “guaio”, tanto che sono state inventate le formule “delattosate” (cioè a ridotto contenuto di lattosio) per aiutare chi ha difficoltà digestive.

NON PUÒ MANCARE DOPO L'ESERCIZIO FISICO 

VERO, MA... «Per via del suo elevato apporto di caseina, è un eccellente anabolizzante (favorisce l’aumento della massa muscolare). Tuttavia, al termine di un allenamento è preferibile consumare frutta fresca, per reintegrare i liquidi e i minerali persi con il sudore, e fare scorta di vitamine», consiglia Luca Speciani, che è un grande sportivo. «Una mezz’oretta più tardi si potrà invece assumere il latte».

FAVORISCE IL SONNO

VERO, MA... «Il latte contiene un aminoacido essenziale, il triptofano, in grado di elevare i livelli di serotonina e melatonina, sostanze che, nell’organismo, regolano il ritmo sonno-veglia», chiarisce la dottoressa Alessandra Esposito, biologa nutrizionista. È comunque meglio non abusarne: 

«Non è una tisana (che viene assimilata immediatamente), ma un alimento che tiene “sveglio” l’organismo fino a quando non è stato digerito. Ecco perché, se si eccede, può disturbare il sonno», dice la dottoressa Ciastellardi.

È RICCO DI PROTEINE DI ELEVATO VALORE BIOLOGICO 

VERO, MA... «Come la carne e il pesce contiene tutti e 9 gli aminoacidi essenziali che devono essere assunti con la dieta perché l’organismo non è in grado di fabbricarli da solo», spiega la dottoressa Esposito.

Non bisogna però dimenticare che, mentre una porzione di bovino, da un etto, fornisce circa 20 g di proteine, e una di branzino, da un etto e mezzo, 25 g, le 3 giornaliere di latte (pari a 375 g) non arrivano insieme ai 13 g.

LA PRESENZA DEL LATTOSIO MIGLIORA L'ASSORBIEMNTO DEL CALCIO

VERO, MA... «Se si ha un deficit di lattasi, o se si è sensibili alla caseina, il latte può agevolare le infiammazioni e, di conseguenza, l’attività delle cellule “mangia-osso” (gli osteoclasti) », afferma Speciani. «Meglio quindi non consumarlo. Lo scheletro non correrà alcun rischio.

L’osteoporosi, infatti, è causata principalmente dalla sedentarietà, da diete sbilanciate e dalla scarsa esposizione al sole», rassicura il medico.

LUOGO D'ORIGINE SENZA SEGRETI

> MANCA SOLO IL SÌ DI BRUXELLES
Con un decreto messo a punto dai Ministeri delle Politiche agricole e dello Sviluppo economico, il nostro Governo ha chiesto alla Ue che diventi obbligatorio indicare in etichetta da dove arriva il latte venduto in Italia. Si potrà così conoscere la provenienza delle materie prime utilizzate per burro, panna, yogurt e formaggi.

>INFORMAZIONI OBBLIGATORIE
Sulle confezioni di questi alimenti dovranno comparire, una volta terminato l’iter burocratico, il Paese di mungitura, quello di confezionamento ed eventualmente, nel caso di mozzarelle e caciotte, anche quello di trasformazione del latte. Saranno esclusi i prodotti Dop e Igp, che hanno già disciplinari severi relativi al luogo d’origine e lavorazione dei loro ingredienti.

Articolo pubblicato sul n. 27 di Starbene in edicola dal 21/06/2016

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