A A

Proteine: tutta la verità

Anche in Italia gli alimenti arricchiti di questi preziosi nutrienti sono sempre più numerosi e apprezzati. Scopri il parere degli esperti sui loro effettivi benefici



0

di Francesca Soccorsi

Vanno di moda gli alimenti arricchiti di proteine: dopo aver conquistato i consumatori americani e inglesi, sono sempre più apprezzati anche da noi. Non solo barrette e prodotti dietetici, ma anche bevande, pasta, biscotti e cereali iperproteici vengono consumati dal 18% degli italiani (fonte Ac Nielsen).

«C’è chi li compra per perdere i chili in eccesso, chi per mantenere il peso forma, chi per rinforzare la massa muscolare», spiega la dottoressa Sara Cordara, biologa nutrizionista (nutrizionismi.it).

Ma conviene davvero utilizzarli? Ecco le risposte a tutti i dubbi più comuni su questi nuovi prodotti.

Fai la tua domanda ai nostri esperti

COSA CONTENGONO I CIBI IPERPROTEICI?

«Dipende. A volte l’ingrediente principale è una farina di frumento particolarmente ricca di glutine. In altri casi, invece, si utilizzano isolati proteici in polvere, ovvero
concentrati di proteine estratte da alcuni legumi, dall’albume d’uovo, dal latte o dalla soia. 

Spesso, poi, ci sono parecchi additivi che servono a “correggere” il gusto, oltre a zucchero, sale e grassi: insomma, questi alimenti di salutare spesso hanno ben poco», dice l’esperta. 

Riconoscerli è facile: la lista degli ingredienti in etichetta parla chiaro, in più sulla confezione trovi diciture come “Arricchito in proteine”, “Iperproteico” o “High protein”.

NE ABBIAMO BISOGNO?

«Nel caso di persone in salute, che abbiano un’alimentazione sana e bilanciata, non c’è motivo di ricorrere a prodotti arricchiti, perché le proteine animali e vegetali contenute naturalmente nei cibi sono più che sufficienti.

Il nostro organismo, eraltro, non ha un deposito di riserva per le proteine, come accade per gli zuccheri, quindi l’eccesso è eliminato con le urine e questo comporta un sovraccarico di lavoro per fegato e reni», puntualizza la dottoressa Cordara.

Questi alimenti non servono neppure agli sportivi professionisti: «Nella dieta degli atleti non è tanto l’apporto proteico a dover essere aumentato, come molti pensano, quanto quello di carboidrati (amidi e zuccheri), che forniscono glucosio, cioè energia per i muscoli», puntualizza il dottor Carlo Guardascione, medico dello sport.

QUANDO POSSONO ESSERE UTILI?

«Sono da riservare agli anziani: dopo i 60 anni il fabbisogno proteico aumenta del 22%, perché è necessario prevenire la perdita di massa muscolare e mantenere la corretta fisiologia delle funzioni vitali», chiarisce la nutrizionista.

In pratica, se a un adulto bastano circa 0,9 g di proteine per kg di peso corporeo, nell’anziano il quantitativo sale a 1,1 g. Spesso, però, con l’avanzare dell’età, la dieta delle persone diventa più povera, quindi i cibi arricchiti possono costituire un valido aiuto.

AIUTANO A DIMAGRIRE?

«Anche in questo caso esagerare è sbagliato e, per giunta, controproducente. È vero, le proteine saziano più di carboidrati e lipidi, quindi fanno mangiare meno; inoltre, contrastano la riduzione della massa magra e il rallentamento del metabolismo basale che si verificano con le normali diete ipocaloriche. Ma pochi sanno che, se nell’organismo ce ne sono troppe, vengono in parte smaltite con le urine e in parte convertite in grassi e, quindi, in adipe», ammonisce la dottoressa Cordara.

«Inoltre, riducendo drasticamente l’apporto di carboidrati e aumentando la quota proteica, si perde peso, ma in modo fittizio. Perché si smaltiscono soprattutto liquidi e poco grasso», spiega l’esperta. «In genere mangiando proteine, si dimagrisce più rapidamente che non assumendo carboidrati, perché i regimi alimentari iperproteici sono diete d’attacco.

Ma in breve tempo si viene assaliti da un’irrefrenabile voglia di dolce e si riprendono i chili smaltiti», dice la dottoressa Cordara. La carenza di glucosio nel sangue, dovuta al ridotto apporto di carboidrati, fa sì che l’organismo, per funzionare a dovere, utilizzi le riserve di glucosio contenute nel fegato e nei muscoli.

Ma, una volta che le riserve sono state intaccate, il corpo ha necessità di reintegrarle. Quindi, il cervello invia segnali di fame che si traducono in un desiderio sfrenato di zuccheri. Insomma, alla lunga le diete iperproteiche espongono all’effetto yo-yo.

CONSUMARNE MOLTI È PERICOLOSO?

«Se si mangiano troppi cibi iperproteici, oltre a possibili danni renali ed epatici, di cui abbiamo parlato, c’è il rischio di disidratarsi e di andare incontro a stipsi cronica, perché la digestione delle proteine richiede molti liquidi.

Inoltre, l’eccesso di proteine aumenta la perdita urinaria di calcio e questo, a lungo andare, può danneggiare le ossa. Un altro effetto negativo è la formazione di corpi chetonici, sostanze tossiche in grado di indurre nell’organismo una condizione di acidosi che, in alcuni casi, può mettere a serio rischio la salute», conclude la nutrizionista.

PER SCOPRIRE QUANTE NE MANGI

Vuoi conoscere il contenuto proteico dei cibi o sapere quante proteine hai assunto durante la giornata? Ecco tre soluzioni a portata di smartphone.

>FITME, l’app gratuita per Apple supervisionata dall’Ospedale San Raffaele di Milano, ti permette di scoprire il tuo fabbisogno di nutrienti, proteine comprese, e valutare tutti i giorni se stai rispettando la tabella di marcia.

>TWOFOODS.COM è un portale dove puoi mettere a confronto due alimenti di tua scelta (un vasetto di yogurt biologico o tradizionale, un etto di prosciutto cotto o uno di crudo?) e scoprire il loro contenuto nutrizionale.

> PROTEIN TRACKER è l’App per Android che ti dice se stai esagerando con le proteine.

Articolo pubblicato sul n. 34 di Starbene in edicola dal 09/08/2016

Leggi anche

Pane al carbone vegetale: fa davvero bene?

Frutta: è buonissima anche cotta

Juicing, la novità dell'estate

Pesce: mini guida al consumo

Carne, quale mangiamo?

Pubblica un commento