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Perché la dieta mediterranea fa bene anche a chi ha il diabete

Chi soffre di diabete trova una grande alleta nella dieta mediterranea. Non solo per il piacere di mettersi a tavola, ma anche perché questo modo di mangiare permette di proteggere e riparare i vasi sanguigni, più vulnerabili per via dei picchi glicemici. La nuova scoperta è tutta italiana. Leggi qui

credits: iStock



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di Angelo Piemontese

 

Che la dieta mediterranea fosse un toccasana per la salute è noto da tempo: riduce il rischio di malattie cardiocircolatorie e tiene sotto controllo fattori di rischio, come i livelli di colesterolo e di glicemia, l’ipertensione, il peso corporeo.

Per tutti questi motivi gli esperti l’hanno sempre consigliata anche ai pazienti con diabete tipo 2, ovvero quello non insulino dipendente, suggerendo una leggera riduzione dei carboidrati, (per esempio, evitare di mangiare pasta più di una volta al giorno). E ora una nuova ricerca conferma che queste indicazioni sono valide. Ecco perché.


CHE COSA DICE IL NUOVO STUDIO

Il nuovo studio, a firma di un team tutto italiano, guidato dalla dottoressa Maria Ida Maiorino, UOC di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Seconda Università degli Studi di Napoli, ha permesso ai ricercatori di capire in che modo la dieta mediterranea protegge l’endotelio, cioè lo strato di cellule che riveste internamente i vasi sanguigni e che è particolarmente vulnerabile ai picchi di glicemia se si è malati di diabete. 

I ricercatori hanno visto, infatti, che proprio con la dieta mediterranea aumentano i livelli circolanti delle cellule progenitrici endoteliali, quelle che, proprio come una squadra di “idraulici” intervengono a livello dei vasi danneggiati (ad esempio da un infarto) per ripararli. In pratica, queste cellule non solo proteggono l’endotelio, ma si danno da fare anche per aggiustarlo dai danni causati dall’innalzamento della glicemia.

Lo studio è stato condotto su 215 soggetti con diabete, che sono stati divisi in due gruppi: al primo veniva consigliata la dieta mediterranea (cereali, verdura, pasta in modica quantità, olio extravergine d’oliva, pesce, carne, frutta secca), al secondo gruppo un'alimentazione salutare, ma con nutrienti diversi.

All’inizio delle ricerche e, poi, a distanza di un anno sono stati misurati in tutti i partecipanti i livelli di cellule progenitrici endoteliali nel sangue: alla fine i soggetti che avevano seguito la dieta mediterranea ne presentavano un numero significativamente maggiore.


IL SEGRETO DELLA DIETA MEDITERRANEA

«Abbiamo dimostrato per la prima volta che seguire la dieta mediterranea, con una modica restrizione di carboidrati, ricca di acidi grassi monoinsaturi (che si trovano nell’olio extravergine d'oliva, ma anche nelle mandorle e in generale nella frutta secca in guscio) si associa all’aumento delle cellule progenitrici endoteliali in circolo nel sangue: queste sono cellule staminali prodotte dal midollo che permettono di riparare i danni subìti dai vasi sanguigni», spiega la dottoressa Maiorino, «Quindi, la dieta mediterranea, aumentando i livelli di tali cellule, esercita un ulteriore effetto benefico sul sistema cardiovascolare».

La dieta mediterranea, grazie alla presenza di vegetali e olio extravergine di oliva, si conferma come un regime alimentare particolarmente adatto per le persone con diabete, soggetti ad alto rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

settembre 2016

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