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Non c’è solo l’espresso: dall’istantaneo all’americano, tutte le varianti della bevanda più amata dagli italiani



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L’espresso

Sinonimo per eccellenza di “caffè italiano”, è pronto in soli venticinque secondi: la velocità di preparazione fa in modo che nella tazzina finiscano i grassi del caffè, che determinano l’aroma caratteristico, e anche le componenti colloidali che danno vita al corpo e alla crema della bevanda.

Il migliore è sicuramente quello ristretto, non solo perché è il più ricco di gusto ma anche perché ha meno caffeina. Quello lungo infatti, anche se meno denso, contiene una percentuale maggiore di caffeina.


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La moka

È il caffè che più di ogni altro profuma di casa; contiene meno caffeina di un espresso ma la quantità che se ne beve di solito è maggiore (circa il doppio per tazzina) e quindi, a fine giornata, se ne assume di più.

Se si usa quello in chicchi, da macinare al momento, ci si assicura un gusto e un aroma migliori: meglio acquistarne poco per avere sempre un prodotto fresco. Ottime comunque le miscele già pronte, disponibili con caffè di varie qualità, dal gusto più o meno intenso.

L’americano e l’istantaneo

Definito anche “caffè filtro”, l'americano viene preparato per infusione dalla polvere del caffè in acqua bollente con un apposito apparecchio. Il tipo di miscela e la sua diluzione fanno sì che il caffè abbia un aroma meno intenso ma sempre molto gradevole. È meno ricco di caffeina ma dal momento che se ne beve parecchio, la quantità a fine giornata è piuttosto alta.

Identico il discorso per il caffè istantaneo, una polvere ottenuta per liofilizzazione che si scioglie in acqua bollente.

Il caffè verde 

Subisce una lavorazione molto semplice (i chicchi vengono solo essiccati ma non tostati) e per questo offre una bevanda più naturale. Per questa ragione risulta più ricco di acido clorogenico, un polifenolo che insieme alla caffeina agisce sul metabolismo dei grassi.

In commercio si possono trovare miscele che uniscono il caffè verde con una parte di caffè nero per rendere la bevanda profumata. Attenzione però, una recente ricerca pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Chemistry ha sottolineato che il caffè verde da solo non fa dimagrire: può essere solo un aiuto per potenziare i risultati di una dieta.

Ma cosa c’è nella tazzina?

Nei chicchi del caffè sono presenti circa mille sostanze tra grassi, proteine, minerali e carboidrati che vengono persi però con il processo di tostatura.

D’altro canto alcune rimangono e offrono i loro benefici effetti: è il caso della niacina, o vitamina B3, che aiuta ad assimilare proteine e zuccheri, e dei componenti fenolici che danno l’aroma al caffè e che hanno ottime proprietà antiossidanti.

Alcuni studi poi hanno dimostrato che un moderato consumo, dalle tre alle cinque tazzine al giorno, riduce fino al 21% il rischio di mortalità cardiovascolare e ha effetti positivi sulla memoria nelle donne.

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