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Ridurre la carne, i benefici reali

Ridurre il consumo di carne, senza diventare vegetariani: il nuovo trend eco-salutista

Corbis



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La tendenza è stata battezzata in Gran Bretagna come "Reducetarian", ma riguarda tutto il mondo occidentale: sta aumentano il numero dei "riduci-carne". Si tratta di chi sceglie semplicemente di limitare il consumo di carne e derivati. Le motivazioni sottese a questa scelta alimentare riguardano sia l'attenzione verso la propria salute, sia il rispetto nei confronti dell'ambiente. Infatti, è ormai assodato che il "ciclo" della carne, tra allevamenti intensivi e distribuzione, abbia un pesante impatto ambientale. Per capire quanto possa influire, sulla nostra salute, ridurre il consumo di carne, abbiamo intervistato la dott.ssa Elena Dogliotti, biologa nutrizionista della Fondazione Umberto Veronesi.

 


No alle cattive diete

Riguardo alla scelta di ridurre il consumo della carne e dei suoi derivati, la dott.ssa Elena Dogliotti pone l'accento sull'importanza dell'equilibrio alimentare. «Il mio consiglio è di "evitare cattive diete". Nel senso che seguire una dieta che non includa carne, sbilanciata e non attenta ai fabbisogni del nostro organismo è più pericoloso che seguirne una che la includa ma in quantità adeguate, rispettando gli apporti consigliati di macro e micronutrienti» afferma la dott.ssa Dogliotti. «La Società Italiana di Nutrizione Umana ha stabilito che nell'introito calorico quotidiano, adeguato per ogni individuo (a seconda di sesso, età e attività fisica), quello proteico debba arrivare a non più del 15%, percentuale comprensiva sia delle proteine vegetali sia dell'apporto proteico animale», spiega l'esperta. Ne deriva che, anche chi è vegetariano, dovrebbe porre molta attenzione nell'inserire la quantità corretta di proteine nella dieta quotidiana. «Nel caso di un'alimentazione vegetariana tale percentuale proteica va comunque rispettata tenendo presente tutte le fonti proteiche vegetali a disposizione, per garantire un corretto e bilanciato apporto aminoacidico» conclude la dott.ssa Dogliotti.


I nuovi L.A.R.N. sulla carne

Per comprendere appieno ciò di cui abbiamo bisogno per mantenerci in buona salute, è bene far riferimento ai nuovi L.A.R.N. (Livelli di Assunzione Raccomandati di Nutrienti per la popolazione italiana) e alle linee guida INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione). Si tratta di vere e proprie guide, "fari" da seguire per non rischiare di incorrere in squilibri alimentari, carenze nutrizionali o pericolosi eccessi. Per quanto riguarda la carne fresca, quanta ne prevedono i nuovi L.A.R.N.? «A proposito della carne fresca, le linee guida invitano a non superare le quantità settimanali di 300-400g (che significano 100g, 3/4 volte a settimana) con un rapporto 1 a 3 - 1 a 4 fra carne rossa e carne bianca», afferma la dott.ssa Elena Dogliotti. «Per quanto riguarda le carni conservate (salumi e insaccati) si consiglia di non superare i 50g, 1 o 2 volte alla settimana», conclude l'esperta.  


Fattori di rischio

Uno dei motivi per cui si sceglie di eliminare o ridurre la carne, è la ripercussione benefica di questa scelta sulla salute, soprattutto per quanto concerne la predisposizione a sviluppare patologie cardiocircolatorie e neoplasie. Riguardo ai fattori di rischio, la dott.ssa Elena Dogliotti consiglia di evitare ogni tipo di eccesso a favore dell'equilibrio alimentare. «A oggi è ormai ampiamente confermato che, oltre ai fattori di rischio non modificabili come l'età, il sesso e il patrimonio genetico, ve ne siano altri, modificabili» afferma la dott.ssa. Tra questi, si annoverano: fumo, sedentarietà, sovrappeso, obesità, glicemia elevata, ipertensione e colesterolo alto. Tali variabili sono, come è evidente, strettamente legate al fattore alimentazione. «Il consiglio, quindi, è quello di mantenere corrette abitudini alimentari che, senza estremismi, portino a ridurre comportamenti "sbilanciati". Tra questi ultimi, evidenzierei l'eccessivo apporto calorico, elevate quantità di zuccheri semplici e sale, nonché un eccesso di grassi, soprattutto saturi», spiega l'esperta. 


Parola chiave: equilibrio

«Concludere che la carne sia cancerogena di per sè, è errato tanto quanto affermare che la carne sia indispensabile. Ciò che vogliamo risulti chiaro è il concetto di equilibrio alimentare, che non prevede eccessi (calorici, proteici, di zuccheri o di grassi saturi)» conclude la dott.ssa Dogliotti.

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