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9 ragioni per cui non riesci a dimagrire

Le provi tutte eppure il tuo peso non diminuisce di un chilo? Con l’aiuto del dottor Luca Speciani, ti spieghiamo cosa stai sbagliando



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di Enrico Maria Corno

Vai a correre con le amiche due o tre volte alla settimana, stai attentissima a tutto quello che metti nel piatto, hai cominciato a preoccuparti della prova costume in anticipo rispetto agli altri anni e, nonostante tutti gli sforzi, non riesci a dimagrire e a perdere un grammo? C'è decisamente qualcosa che non va.
Capita spesso che un normalissimo comportamento quotidiano, per quanto innocente, si riveli una scelta sbagliata, per la linea, ma anche per la salute.

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1. SEI SEMPRE A DIETA

«Chi è eccessivamente severo con le proprie regole a tavola, sappia che il corpo umano reagisce in maniera opposta a quanto vorremmo. Non mangiamo abbastanza e sentiamo chiaramente la fame? Il nostro corpo mette il pilota automatico e cerca di salvarsi da questo inatteso periodo di digiuno, rallentando il ritmo con cui brucia le calorie e serbando le riserve di grasso. La soluzione? Mangia bene e pulito (una dieta bilanciata con frutta, verdura, proteine magre e grassi buoni), ma non necessariamente poco», consiglia il dottor Luca Speciani, presidente dell'Ampas (Ass. Medici per un'alimentazione di segnale) e padre della DietaGIFT, oltre che medico e agronomo alimentarista.

2. USI TROPPI ANTIBIOTICI

Capita che ci si riduca a un uso troppo frequente degli antibiotici per combattere qualsiasi genere di disturbo. In questo modo il nostro intestino ospiterà specie microbiche in grado di indurre un rapido ingrassamento, come documentato da recenti solidi lavori scientifici. «L'alterazione del microbiota intestinale genera ingrassamento. Per difendersi serve non farne mai uso e rieducare gradatamente l'intestino con semi e farine ricche di fibra insolubile, quindi rigorosamente integrali. Che faranno anche sparire quella fastidiosa stipsi una volta per tutte», dice Speciani.

3. AL LAVORO STAI SEDUTA TANTE ORE DI SEGUITO

«Stare seduti è più pericoloso che fumare, uccide più persone dell'HIV ed è più rischioso che fare paracadutismo». Queste sono le parole che recentemente il direttore del Centro Ricerche sull'Obesità della Arizona University ha usato presentando lo studio secondo il quale una vita sedentaria annullerebbe ogni sforzo per perder peso. «E anche solo alzarsi e passeggiare per due minuti ogni ora aiuterebbe a stare meglio e ad allungare la vita», continua il dottor Speciani.

4. CUCINI POCO

A pranzo è sempre meglio portare sul lavoro qualcosa che è stato cucinato da te a casa. È soprattutto una questione di qualità: puoi essere sicura della provenienza e della freschezza degli ingredienti più che in qualsiasi mensa, ristorante o bar. E poi riesci facilmente a tenere sotto controllo le quantità, cosa che fa benissimo alla tua dieta. Anche di sera vale lo stesso discorso: evita i cibi precotti o da asporto, che contengono condimenti e sale in eccesso.
La scelta indiscriminata di cibi industriali o manipolati non è mai positiva: la fetta di pane in cassetta non è e non può essere considerata integrale. Il pane con qualche puntino di crusca non è integrale. Il biscotto zeppo di fruttosio o di malto di riso non può far parte di un sano regime alimentare. Salumi e formaggi non possono essere la base proteica di metà dei nostri pasti: il sale richiama sale e i conservanti (nitriti, polifosfati...) agiscono come “endocrine disruptor” (il termine indica quei prodotti chimici che in quantità non corrette possono interferire col sistema endocrino umano). «Insomma, o si fa una decisa scelta di qualità o il grasso resterà lì» dice l’esperto.

5. SALI SEMPRE SULLA BILANCIA

«Dobbiamo svincolarci dal controllo del peso, sostituendolo invece con un serio “check bioimpedenziometrico” da un esperto. I progressi di una dieta non si misurano solo col peso perduto. Il dimagrimento efficace si misura con la perdita di massa grassa. Chi perde muscolo sta minando la sua salute, non sta dimagrendo. Qualunque impostazione ipocalorica fa perdere peso muscolare, inducendo i prodromi del successivo ingrassamento», sottolinea Speciani.

6. TENDI A CEDERE AGLI SGARRI

Ci cascano tutte. Dopo una settimana a stecchetto o dopo tre ore di palestra, ci si concede un bonus. «Certo, una coppa di gelato o una sera di junk food, seppur una tantum, non fanno male in assoluto», dice il dottor Speciani. «Ma possono essere rischiosi per il buon esito della dieta, perché quando si comincia a sgarrare, poi di solito si continua. Meglio allora tenere duro e stabilire piuttosto un pasto libero alla settimana. Occhio anche ai semplici “fuori pasto”: il caffè o il tè col miele o lo zucchero di canna generano un picco insulinico che richiama altro zucchero e blinda il grasso nelle cellule adipose. Bevilo, quindi, ma senza aggiungere zucchero».

7. NON DORMI ABBASTANZA

Chi dorme poco forse consuma un po' di più, ma il gioco non vale la candela. Se rimani sveglia non produci leptina, l'ormone della sazietà, e nel lungo periodo ne sentirai le conseguenze. La leptina non è un ormone qualunque: «Oggi sappiamo che si può indurre stabile dimagrimento attraverso la leptina solo con la piena soddisfazione dei fabbisogni calorici ordinari e con il pieno rispetto delle sensazioni di fame. La fame è però affidabile solo se gli alimenti sono di alta qualità. Quindi cibi puliti e naturali (frutta, verdura, carne, pesce, uova, noci e semi oleosi, cereali e legumi di contorno e solo rigorosamente integrali) in grande abbondanza» dice Speciani.

8. TI DIMENTICHI DI BERE

Basta bere poco alla volta, ma spesso. «Questa è la ricetta più adatta a far lavorare bene i reni, senza sforzarli, in modo tale da poter aiutare il fegato a trasformare il grasso in energia. E a favorire l’eliminazione di tossine e sostanze di scarto», dice l’esperto.

9. NON FAI MOVIMENTO O NON NE FAI ABBASTANZA

«Dopo i 40 anni e oltre un certo peso, l'unico modo per essere certi di dimagrire consiste nell'abbinare la dieta al movimento», spiega il dottor Speciani. «Molto movimento. Del resto smettere di mangiare spesso non basta. Certamente camminare tre chilometri al giorno evitando di prendere l'auto o pedalare fino all'ufficio aiuta e fa bene ma solo una vera attività aerobica permette di risvegliare il metabolismo. Correre o pedalare, andare sullo step o nuotare o anche solo camminare a passo veloce: bisogna accelerare il battito cardiaco e avere un po' il fiato corto per almeno una mezzoretta al giorno. E in modo costante, almeno tre o quattro giorni alla settimana».

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