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Mangiare bene per sentirsi meglio

Anche chi è molto attenta nelle scelte alimentari, qualche volta può sbagliare: ecco le abitudini da cambiare per sentirsi meglio



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Mangiare sano significa innanzitutto fare le giuste scelte a tavola, ma non solo: ci sono infatti piccoli accorgimenti che permettono di trarre il meglio da quello che si mangia ogni giorno e che soprattutto evitano la comparsa di problematiche di diverso tipo.

Spesso infatti, anche le persone più attente all’alimentazione commettono qualche piccolo sbaglio in termini di orari e modalità di assunzione. Ecco gli errori più comuni e le strategie per rimediarvi con facilità.


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Se alle dieci ci si sente stanche

Può essere tutta colpa di una colazione un po’ troppo frettolosa e poco ricca. I nutrizionisti sostengono infatti che il primo pasto del mattino dovrebbe fornire il 25% delle calorie dell’intera giornata: solo così è possibile arrivare a pranzo ancora cariche di energia e senza necessità di mangiucchiare di continuo.

Per raggiungere questo obiettivo però un caffè e al massimo un paio di biscotti non bastano: ci vogliono le proteine del latte o dello yogurt, i carboidrati e gli zuccheri dei cereali ma anche della frutta fresca.

Se la sera si fatica a dormire

Le ragioni legate alla tavola possono essere di due tipi: si mangia tardi e troppo, motivo per cui il lavoro della digestione disturba il riposo, oppure, al contrario, ci si concede un aperitivo alle sette e poi si finisce per non mangiare o per mangiare pochissimo, rischiando così di avere fame quando si va a letto e di non disporre del rilassamento necessario per addormentarsi.

Nel primo caso basta anticipare l’orario di cena, mentre nel secondo, meglio andare a letto dopo aver bevuto una tazza di latte che, grazie al triptofano, un precursore della serotonina, concilia il sonno.

Se l’ago della bilancia non scende mai 

I pasti sono equilibrati e leggeri eppure non si riesce a dimagrire? Succede spesso e la colpa può essere dei fuori pasto: sommando nell’arco della settimana un cioccolatino qui e una pizzetta là, un paio di grissini prima di sedersi a tavola, un pezzetto di grana oppure un dolcetto a merenda, si finisce per arrivare a un conteggio di calorie introdotte che finiscono per superare quelle bruciate.

Meglio allora far bene attenzione a quello che si consuma fuori pasto, limitandosi a uno yogurt magro, una coppetta di macedonia, un succo senza zucchero.

Se la digestione è difficile

La colpa non è solo di pranzi e cene troppo abbondanti: anche se si mangia il giusto ai pasti, può succedere che durante il giorno si finisca per spiluccare di continuo qualcosa, non tanto per fame quanto per compensare un particolare stato emotivo.

Tenere sempre impegnato lo stomaco però rallenta il processo di scomposizione e assimilazione dei cibi e può causare pesantezza e gonfiore. L’ansia spinge poi a cercare cibi poco salutari, un fatto che affatica ulteriormente stomaco e intestino peggiorando la sensazione di fastidio durante la giornata.

Se l’umore è sempre nero

Un’alimentazione sana e regolare è fondamentale per stare bene e per non ingrassare, ma attenzione a non penalizzarsi troppo: il rischio è che, a lungo andare, le continue rinunce finiscano per rattristare e abbassare il livello di energia vitale e il tono dell’umore.

Se si fanno sempre scelte oculate, quindi, è bene premiarsi almeno di tanto in tanto con qualcosa che piace e che soddisfa, come un pezzetto di cioccolato, una fetta di torta oppure un fritto leggero.

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