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Frutta di stagione: tempo delle pesche

Originarie della Cina, le pesche sono oggi diffuse in tutto il mondo: e non solo sono buone ma anche salutari, soprattutto se consumate fresche



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di Paola Toia

LE PESCHE: FRUTTI SIMBOLO DELL’ESTATE

Uno dei frutti che più simboleggia l’estate, con i suoi colori accessi e i profumi intensi, è la pesca dalla polpa gialla o bianca e con la buccia dalle molte sfumature di rosa. Quando le pesche sono buone, ancora prima di assaporarle in bocca, si avverte la loro fragranza. Dolci e succose sono una merenda perfetta per i bambini, tanto da poter essere utilizzate in diverse ricette, dalle fresche macedonie alle torte. Golosissime anche le pesche sciroppate da servire farcite e perché non provare a fare una marmellata in casa?

Di strada le pesche ne hanno fatta tanta, se si pensa che, originarie della Cina, sono state portate in Europa grazie ai Persiani e che le prime coltivazioni risalgono a 5.000 anni fa.

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VALORI NUTRIZIONALI DELLE PESCHE

Le pesche sono il frutto della rosacea Prunus persica, il cosiddetto pesco che in primavera con la sua chioma di delicati fiorellini rosa regala scenografie spettacolari.

Oltre che a sorprenderci per la loro bellezza, le pesche fanno molto bene: 100 g di prodotto contengono circa 89 g di acqua, 9 g di glucidi, 8 g di zuccheri, 1,5 g di fibre, 0,9 g di proteine e 0,25 g di lipidi per un totale di 39 kcal.

Per quanto riguarda la componente minerale, i sali maggiormente presenti sono il potassio e il fosforo, seguiti da magnesio e calcio. Fra le vitamine, la C è quella che conta la percentuale maggiore, mentre ridotte sono le quantità delle vitamine A e B. 

I BENEFICI DERIVANTI DALLE PESCHE

Dalle molte proprietà benefiche per il nostro organismo, quel che è certo è che le pesche sono particolarmente indicate nelle diete ipocaloriche in virtù dei loro valori nutrizionali e della capacità di saziare. Svolgono un’ottima funzione antiossidante (contrastano i radicali liberi), lassativa e diuretica grazie alla presenza di pectina. Sono utili anche in caso di ritenzione idrica, di calcoli delle vie urinarie e di reumatismi.

Mangiare molte pesche quando sono di stagione fa bene al sangue, perché il potassio in esse contenuto aiuta la circolazione sanguigna, mentre il calcio favorisce il processo di coagulazione. Inoltre questi frutti contrastano l’invecchiamento della pelle e la vitamina C rafforza il sistema immunitario.

Attenzione: il nocciolo è tossico.

VARIETÀ DI PESCHE

Come distinguere la pesca propriamente detta dalle altre varietà? La pelle, liscia o meno, e il nocciolo, libero (non aderente alla polpa) o meno, sono i due parametri di catalogazione più importanti.

Di seguito le principali tipologie di pesche presenti in commercio:
- Pesca gialla: dalla polpa gialla, succosa e profumata, con nocciolo libero o meno e pelle vellutata - esempi: Springcrest, Springbelle, Royal Gem, Royal Glory, Flavorcrest, Redhaven;
- Pesca bianca: dalla polpa bianca e filamentosa, con nocciolo libero o meno – esempi: Iris rosso;
- Nettarina o pesca noce: dalla polpa gialla o bianca, pelle liscia e rossastra, con nocciolo libero o meno - esempi: Sbergia, Big Top, Stark Redgold, Venus, Rita Star, Maria Laura, Adriana, Indipendence, Caldesi;
- Pesca tabacchiera (detta anche saturnina o saturnia): di piccole dimensioni, dalla polpa gialla o bianca, con forma schiacciata (come la tabacchiera) e dal sapore intenso, molto dolce – esempio: Platycarpa;
- Pesca di Bivona (o Montagnola): coltivata nel comune siciliano di Bivona (AG) e in altri comuni limitrofi, con polpa dolce e soda, aromatica, dalla buccia bianca con screziature rosse;
- Pesca tardiva di Leonforte: siciliana, con buccia gialla striata di rosso e polpa molto dolce, ideale per la preparazione di marmellate e pesche sciroppate - periodo di raccolta: settembre-novembre;
- Percoca: dalla polpa gialla o bianca, pelle arancione-rossastra, con nocciolo aderente alla polpa, questa pesca è  sinonimo di ‘pesca industriale’ perché impiegata prevalentemente  nella produzione industriale dei derivati di pesca (succhi, creme, polpe…) – esempi: percoca col pizzo, percoca puteolana, percoca terzarola, percoca giallona di Siano;
- Merendella: dalla pelle liscia e di color bianco-verde, con nocciolo aderente e diffusa soprattutto nella fascia ionica-catanese – esempi: Madonna di giugno, Madonna di luglio, Madonna di agosto.

COME IMPIEGARE LE PESCHE IN CUCINA

Se tra le preparazioni industriali si impongono i succhi di frutta e le pesche sciroppate, in ambito casalingo è facile e veloce preparar dolci freschi con la pesca melba. Macedonie e torte faranno felici i più piccoli, ma anche le marmellate home made. Dessert sfiziosi sono le pesche ripiene servite fredde, le pesche al forno o il golosissimo crumble. Le creme alla pesca, specialmente in estate, sono ottime per semifreddi rinfrescanti. Una buona abitudine è quella di sostituire le solite  merendine dei bambini con questo frutto sano e leggero, buono anche frullato.

Ecco due spunti golosi:
Pesca melba:
- per ogni coppa utilizzare mezza pesca sciroppata, farcita nella parte concava con gelato alla crema o alla vaniglia;
- ricoprire il tutto con panna montata, salsa alla pesche e una ciliegia.

Marmellata di pesche:
- dopo aver pulito, lavato e tagliato le pesche (circa 1 kg), cuocerle in una pentola antiaderente per 10 minuti con succo di limone e buccia grattugiata;
- unire poco alla volta 650 g di zucchero e cuocere per altri 45 minuti a fuoco basso, girando ogni tanto;
- raggiunta la consistenza giusta, riempire i vasetti con la marmellata ancora calda;
-  chiudere i vasetti e metterli a testa in giù per una notte per ricreare il sottovuoto e sistemarli poi in dispensa con un’etichetta.

N.B.: I vasetti vanno sterilizzati prima dell’uso facendoli bollire per 20 minuti e mettendoli ad asciugare capovolti.

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