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Street food: ok anche a dieta

Preparato con ingredienti semplici e genuini della cucina italiana, può essere un ottimo minipasto



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di Giorgio Donegani

La nostra tradizione alimentare è talmente ricca che è davvero facile trovare specialità take away sane e gustose, da inserire in una dieta bilanciata e ipocalorica. Non ci credi? Partiamo insieme per un viaggio del gusto, alla scoperta del migliore street food all’italiana.

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LA FARINATA LIGURE
Sottile e saporita, è preparata con pochissimi ingredienti, lavorati nel modo più semplice: farina di ceci mescolata con acqua, poco sale e un po’ di olio extravergine d’oliva. Si lascia riposare la pastella per qualche ora, e si cuoce al forno in una teglia larga e bassa, con poco olio. Si mangia ancora calda.
Il consiglio - Puoi consumare 200 g di farinata, come pranzo o cena.

LA FOCACCIA DI RECCO
Ottenuta impastando farina, olio extravergine d’oliva, acqua, sale, viene farcita con “formaggio fresco” e successivamente cotta in forno. Che sia squisita è indubbio e a raccomandare moderazione sul piano dietetico non è tanto l’olio dell’impasto (in una porzione ce ne sono 5 g) quanto i grassi del formaggio.
Il consiglio - Una fetta costituisce un piatto unico completo. Evita, però, di fare il bis.

LE TIGELLE DI MODENA
Latte, acqua, un pochino di strutto (ma poco), farina, lievito di birra e un po’ di olio extravergine. L’impasto viene formato a forma di piccoli dischi e una volta cotto nella apposita “tigelliera”, ecco pronto il supporto perfetto per verdure, salumi e formaggi. Ed è proprio quello che si sceglie per accompagnarle a determinare “il peso” delle tigelle (sono chiamate anche crescentine) nel menu della dieta.
Il consiglio - Due tigelle con qualche di fettina di prosciutto crudo magro sono perfette, con il lardo la quota di grassi diventa davvero alta.

IL PANE CON LE PANELLE DI PALERMO
Cereali e legumi sono un’accoppiata vincente sotto il profilo nutrizionale: il più tipico street food del capoluogo siciliano ha le carte in regola per entrare nella Dieta Libera di Starbene. Le panelle, infatti, sono semplici frittelle di farina di ceci, che si mangiano all’interno di panini coperti di semi di sesamo (le Mafalde) oppure non lievitati (i cacciotti).
Il consiglio - Il punto debole per la dieta? È il fatto che le “panelle” (come molte altre specialità siciliane) sono fritte, perciò mangiale solo una volta ogni tanto…

IL LAMPREDOTTO DI FIRENZE
Lo trovi in vendita nei chioschi e il suo ingrediente base non fa venire l’acquolina in bocca ma se lo assaggi scoprirai che è proprio buono. Il lampredotto si prepara con l’abomaso (uno degli stomaci del bovino), cotto a lungo in acqua con pomodoro, cipolla, prezzemolo e sedano.
Il consiglio - Questo cibo di strada non è grasso: è un piatto unico che fornisce energia senza appesantire.

LA PORCHETTA LAZIALE
Ottenuta dal maialino giovane, la trovi in tante versioni: più o meno grassa a seconda della parte che consumi. La trovi in vendita a fette oppure nei classici panini.
Il consiglio - Va da sé che più la scegli magra e meglio è, anche se nel gusto risulta più asciutta. Preferisci il panino, così completi il pasto con una quota di carboidrati.

GLI ARANCINI DI CATANIA
Sono alimenti fritti, ma prima di condannarli diamo uno sguardo d’insieme al profilo nutritivo. Il riso (ingrediente principale) fornisce amido, la carne della farcitura dà le proteine, i piselli e i pomodori aggiungono una discreta quantità di fibre.
Il consiglio - Gli arancini sono un ricco piatto unico del quale basta non abusare. Uno o due (a seconda delle dimensioni) sono più che sufficienti.

GLI ARROSTICINI ABRUZZESI
Sono l’emblema del cibo di strada di questa regione. Se ne nutrivano i pastori che li preparavano con la carne delle pecore non più produttive, ma oggi questi spiedini di carne ovina li trovi anche in città. Sul piano dietetico sono promossi perché la cottura alla brace fa sciogliere il grasso della carne rendendo la preparazione leggera quanto basta.
Il consiglio - Mangiali con il pane per equilibrare l’apporto di proteine e carboidrati.

I RUSTICI PUGLIESI
Due piccoli dischi di pasta sfoglia che racchiudono al loro interno un ripieno cremoso di besciamella, mozzarella e pomodoro: ecco i “rustici” che ogni rosticceria o bar del Salento non manca di proporre. Ottimi, ma la pasta sfoglia davvero fa fatica a entrare in un regime dietetico: metà farina e metà grasso, proprio un po’ troppo.
Il consiglio Se ti capita di ingolosirti, davanti ai rustici salentini, ricordati poi di ridurre al minimo al minimo i grassi assunti nella giornata.

Meglio a pranzo che a merenda
«Il cibo di strada può costituire un pasto veloce quando si è in vacanza. Spesso in estate si fanno colazioni super abbondanti, si salta il pranzo, per poi consumare cene ipercaloriche la sera. Ma se si vuole tenere sotto controllo l’apporto calorico e avere energia tutto il giorno senza soffrire i morsi della fame è molto meglio fare una prima colazione “classica” (con caffelatte e biscotti, per esempio), gustarsi una specialità regionale a pranzo e poi cenare normalmente con un primo e un secondo piatto», spiega Carla Lertola, ideatrice della Dieta Libera. «Un errore da evitare? Mangiare arancini & Co. fuoripasto: non sono spuntini!».

Articolo pubblicato sul n. 33 di Starbene in edicola dal 4/08/2015

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