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Dieta: i consigli per riuscire a seguirla

Si possono fare percorsi diversi per perdere peso e restare in linea. Scopri quello che più ti si adatta



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di Daniela Bavestrello

La premessa è che non c’è un unico modo di mettersi a dieta. Quello classico, cui si pensa solitamente, consiste nell’affrontare la questione di petto, decidere di seguire uno specifico regime alimentare e fare i dovuti controlli del peso (giornalieri, settimanali o quantomeno mensili).

Ma ci sono anche tante tanti percorsi (e comportamenti) alternativi. Per esempio, procedere per piccoli passi: cambiare un paio delle nostre abitudini che sappiamo essere sbagliate, eliminare qualche eccesso alimentare, introdurre (o aumentare) l’esercizio fisico, decidere di modificare modi e/o tempi dei nostri pasti, cercare di capire meglio ciò di cui abbiamo bisogno.

Oppure, ancora, lasciarsi trasportare da un’amica, da un nuovo amore, da un familiare che deve seguire menu differenti dai nostri e, senza averlo programmato prima, arrivare a mangiare diversamente anche noi.


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ANALIZZA LA TUA VOGLIA DI CIBO

A essere sincere, quasi tutte abbiamo “fatto” delle diete, senza rendercene conto. Magari in vacanza,o quando ci siamo innamorate (l’amore sazia moltissimo!), ma anche in occasione di momenti meno gioiosi, quando abbiamo dovuto occuparci di persone sofferenti, e, quasi, non c’era tempo per pensare al cibo, oppure quando abbiamo iniziato a dedicarci, anima e corpo, al raggiungimento di un obiettivo personale, familiare o lavorativo.

Quello su cui è importante soffermarci è che elementi estranei al nostro modo di mangiare possono incidere fortemente sulla voglia di cibo (facendoci perdere, ma a volte anche prendere, chili). Il fatto che sul mercato ci siano diete di ogni tipo non è legato soltanto all’ispirazione di questo o quello specialista, ma soprattutto alla considerazione che ognuna di noi potrebbe riuscire a seguire meglio un regime, piuttosto che un altro. Comunque, se al momento ci troviamo nella fase in cui dieta significa soprattutto “perdita di peso”, dobbiamo lavorare su molti fronti per trovare il metodo giusto per noi.

PENSA A COME "FUNZIONI"

Dobbiamo per prima cosa capire se apparteniamo al gruppo di chi preferisce essere “costretta” o a quello di chi vuole “controllare” tutto. Non è una valutazione sulle personalità o sulle capacità. Ci sono manager (più o meno fantastiche) che arrivano in orario perché non sopportano l’idea di sgarrare, e altre che lo fanno perché devono verificare che tutto sia a posto! Si tratta di riflettere su come “funzioniamo”, su quali sono le molle che ci spingono all’azione.

Preferiamo darci da sole delle regole? Raggiungiamo più facilmente i nostri obiettivi se c’è qualcuno che ci controlla? Oppure: ci arrendiamo subito se ci sentiamo da sole,mentre in tandem (con un’amica o il partner) abbiamo maggiori probabilità di arrivare al traguardo?

RIFLETTI SULLE MOTIVAZIONI

L’altra domanda che dobbiamo porci è questa: «Perché mi devo mettere a dieta?». Le risposte possono essere diversissime tra loro: per eliminare dei cibi che fanno male alla salute; per modificare l’aspetto fisico; per conquistare una certa persona, per poter indossare un certo abito. E l’elenco non termina sicuramente qui.

Uno degli elementi fondamentali del nostro agire è la motivazione. Se ci è chiaro perché vogliamo o dobbiamo fare una determinata cosa, è più probabile che ci daremo da fare per organizzarci e comportarci di conseguenza.

TROVA IL PERCORSO ADATTO A TE

A questo punto, proviamo a combinare insieme le risposte su “come funzioniamo” e su “quali sono le nostre motivazioni”. Dovremmo poter individuare il percorso più adatto a noi per cambiare abito… non solo mentale. Per qualcuna di noi si tratterà di trovare un alleato, una persona complice, un amore o un compagno di lavoro, con cui seguire una nuova alimentazione.

Per qualcun’altra vorrà dire affidarsi, dopo un’accurata scelta, ai consigli dell’esperto di cui ci si fida di più. Per altre, ancora, di uscire dall’idea classica di dieta. E programmare di fare più movimento, magari in pausa pranzo. Il resto verrà quasi da solo. A patto che si trovino compagni e allenatori giusti, che facciano divertire e venir voglia di continuare.

In sintesi, per trovare la forza di cominciare, il trucco è… non mettersi a dieta. Sentiamoci libere: dalle abitudini sbagliate, dai chili che pesano troppo, da una mentalità ormai superata. Perché mangiare bene non è un dovere, ma un diritto! 

UN MODO SANO DI NUTRIRSI

«Dieta non significa riduzione delle calorie e dei cibi che ci piacciono, ma scelta di un modo consapevole di vivere e di mangiare. Cerchiamo di ricordarcelo sempre», afferma la dottoressa Carla Lertola, medico e dietologo. «Purtroppo questa parola, nella mente di molti (donne e uomini), viene associata a qualcosa di difficile e penalizzante, a rinunce dolorose e impossibili da rispettare a lungo». Ecco perché molte persone non riescono nemmeno a ipotizzare di seguire un menu dimagrante.

 «Uno schema alimentare, per funzionare, deve riuscire a cambiare, anche a poco a poco, i nostri errori a tavola, insegnandoci a nutrirci in modo sano ed equilibrato», dice la nostra superesperta. «È quello che cerchiamo di fare giorno dopo giorno con la Dieta Libera, che non deve rappresentare una breve parentesi della nostra vita, ma diventare un’abitudine quotidiana. Per questo nessun alimento è vietato. I menu non fanno soffrire la fame, ma sono sazianti e sfiziosi. E ognuno può costruire pranzi e cene come preferisce, rispettando solo le porzioni».

Articolo pubblicato sul n.17 di Starbene in edicola dal 12/04/2016

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