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Dieta: come evitare le distrazioni a tavola

Mangiando davanti alla tv, si ingurgita in fretta il cibo e non si presta attenzione a chi ci sta accanto. Ecco come cambiare abitudini e nutrirsi meglio



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di Daniela Bavestrello

Casa. Televisione. Marito e figli. La sera ognuno si ritrova con i propri pensieri e le proprie preoccupazioni. Vista da fuori la fotografia sembra nitida: una famiglia riunita, con ogni componente ben calato nella sua parte. Ma, come in un giallo della migliore tradizione, dietro a ogni persona si nascondono bisogni e aspettative che non sempre ci sforziamo di riconoscere. Così, distratte dal solito programma tv, ci dimentichiamo di ascoltare l’ultima lamentela del nostro bambino.

Oppure nella pausa della pubblicità ci troviamo senza rendercene conto in cucina per ingurgitare in fretta un dolcetto, invece di cogliere l’occasione per parlare di qualcosa che ci riempirebbe sicuramente molto di più. Perché la vita è lì. Ci passa accanto, mentre stiamo assistendo a un reality (che ovviamente è un fintality).

E l’oggetto del nostro amore vero, compagno, marito o figlio che sia, è seduto (invisibile) accanto a noi sul divano o nascosto in un’altra stanza, dietro un altro monitor, mentre noi, assorbite dal video, dal computer o dalla chat sul telefonino, tendiamo a rimandare a dopo ogni domanda e ogni discussione

Quella discussione che, prima o poi, comunque avverrà, quel problema che, probabilmente nel momento meno opportuno, ci obbligherà a trovare una soluzione.

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SMETTIAMOLA DI FUGGIRE DALLA REALTÀ

La scusa dei ritmi veloci, del talk show da seguire, degli sms da inviare, delle cose non dette che possono aspettare, prendono la scena. Dentro di noi, abbiamo la certezza che tutto questo è sbagliato, che in realtà stiamo scappando, che delle notizie del telegiornale (magari già rilette svariate volte su twitter, Facebook o sul web) conosciamo ogni dettaglio: in realtà, ciò che stiamo inseguendo è un attimo di relax e di pace, dopo una giornata di lavoro, in casa o in ufficio.

Ma se abbiamo una famiglia, dei figli, un partner, sappiamo anche che la sera è il momento cruciale, quello in cui tutti avrebbero bisogno di una buona compagnia con cui trascorrere qualche attimo piacevole. E allora ci sale dentro la rabbia, mista alla delusione di non sentirci a posto, di non riuscire a conciliare il nostro bisogno con quello degli altri.

NON USIAMO IL CIBO PER CALMARCI

Ogni scusa diventa buona per poter scaricare la tensione accumulata, e la sera si trasforma: non più momento di serenità, ma occasione di scontro, per la tv troppo alta, per i compiti ancora non fatti, per i musi lunghi davanti all’idea di sparecchiare. E, a questo punto, spesso scatta il solito comportamento: quattro urla e poi… un cioccolatino, una fetta di prosciutto, gli avanzi della cena, insomma qualcosa da ingurgitare per placare la rabbia, addolcire l’umore, tapparci la bocca.

Con il risultato di aumentare  non solo il peso, va da sé, ma pure il senso di inadeguatezza, di impotenza, di stanchezza. Che fare dunque? Abbandonare ogni speranza e dedicarci definitivamente all’autocompiacimento per la nostra triste esistenza, e alla facile (e fasulla) consolazione del cibo rubato dal frigorifero?

Perché invece non proviamo a cambiare la storia? A modificare questo sistema di cose e ad ascoltare, davvero, chi ci sta intorno (e noi stesse), cercando di dare senso al “qui e ora”. Probabilmente è una sfida faticosa, impegnativa. Ma non così difficile o impossibile.

NUTRIAMOCI DI AMORE

La prima cosa da fare è fermarsi un attimo. Cerchiamo di sentire cosa è importante per noi e cosa ci piacerebbe fare per stare meglio. Se torniamo dal lavoro, prendiamoci un momento per caricarci di energia prima di rientrare (per esempio fermiamoci a prendere un succo con una nostra amica). Se abbiamo passato il giorno a sgobbare dentro casa, usciamo a camminare per rilassarci e riprendere fiato.

E, una volta tornate all’ovile, impariamo a rallentare. Lasciamo che tutte le urgenze pratiche (pentole, fornelli, bicchieri e posate) restino dove sono. E dedichiamoci invece alle persone. A noi stesse, ai ragazzi, a quello che hanno fatto; prendiamoci qualche momento per condividere con il nostro partner la sua giornata, una notizia, il giudizio su un libro o su un film. E dopo, solamente dopo, entriamo nella “nostra” cucina.

Che, poi, chi l’ha detto che debba appartenere soltanto a noi? Anzi: uno dei modi per stare uniti è quello di ritrovarsi a preparare le cose in gruppo. Perciò, lasciamoci aiutare: a cucinare, preparare la tavola, rimettere tutto in ordine, scambiandoci spesso i ruoli.

Perché l’obiettivo non deve essere quello di mangiare velocemente per poi fare dell’altro. Ma apparecchiare, gustare il cibo e rigovernare insieme… per stare insieme. La tv può aspettare. Adesso lo spettacolo siamo noi. E allora anche la nostra pancia sarà piena, non di leccornie e stuzzichini, ma di affetto e piacere.

PIÙ LIBERE PIÙ ATTENTE

La mancanza di attenzione per quello che si mette in bocca è una delle cause del fallimento di molti regimi dimagranti. «Ma questo non vale per la nostra Dieta Libera: lasciando a ognuno la “responsabilità” di costruirsi il proprio menu (nel rispetto delle porzioni dei vari alimenti) abitua a una maggiore consapevolezza nei confronti del cibo. 

«È un programma di educazione alimentare più che un semplice schema per perdere peso», afferma Carla Lertola. E un ottimo antidoto alla distrazione». Se poi qualche volta, davanti alla tv, non riusciamo a controllare il desiderio di mangiare, cambiamo canale, troviamo qualcosa di diverso da fare, che ci soddisfi così tanto da non avere più bisogno di snack dolci o salati», conclude la nostra esperta.

Articolo pubblicato sul n. 42 di Starbene in edicola dal 04/10/2016

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