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Dieta: in coppia è meglio!

Obiettivi comuni e motivazione aiutano a liberarsi dai kg di troppo. Ecco alcuni pratici consigli



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‹‹Ci siamo passati la staffetta della Dieta Libera: io ho perso 12 kg e col mio esempio ho contagiato mio marito, che mi ha risposto con un bel meno 10. Mi chiamo Angela, ho 49 anni e l’anno scorso pesavo 63 kg per 1,62 m di altezza: nel giro di 6 mesi ho conquistato un traguardo incredibile, 51 kg! Non è da meno Alfredo, mio marito, alto 1,90 m: da 91 a 80 kg in pochi mesi. Ed entrambi abbiamo detto addio alla pancia, con cui temevamo di dover convivere per gli anni a venire.

 

Ho detto no ai chili della menopausa

Non sono mai stata magra, ma è stato negli ultimi anni, alle soglie della menopausa, che ho accumulato rapidamente 6 chili, soprattutto sul girovita. Sembrava che i cibi che ho sempre mangiato improvvisamente fossero diventati ancora più calorici. D’altronde, mi rendevo conto che, data l’età e i cambiamenti ormonali, rischiavo di percorrere una china senza ritorno e mi vedevo già andare incontro ad anni sempre più “pesanti”.

La cosa che mi dava veramente più fastidio era la pancia: mi sentivo sempre gonfia, con un grande senso di disagio, facevo sempre più fatica ad allacciare gonne e pantaloni. Su consiglio di un’amica mi sono rivolta alla dottoressa Lertola: la sua spiegazione dei meccanismi della dieta mi ha subito convinta. Sono una persona determinata e quando comincio una cosa la porto a termine. Ma non pensavo che sarebbe stato così facile: sono stata favorita dal fatto che l’azienda per cui lavoro ha una mensa con molta varietà di scelta, e in più lo schema della Dieta Libera mi era congeniale, non mi è mai sembrato di fare dei sacrifici. Infine, sono stata facilitata anche nel periodo di mantenimento, che ha coinciso con l’inizio della dieta da parte di Alfredo: ci siamo trovati a parlare la stessa lingua a tavola, con lo stesso entusiasmo. Il risultato finale? A quasi 50 anni indosso la taglia 40, ovvero una taglia da ragazzina che non avevo mai osato sognare.


La mia esperienza è stata contagiosa

Alfredo si è gradualmente convertito alla dieta toccando con mano quanto mi fosse semplice seguirla. Ma ciò che più lo ha convinto è stato il fatto di poter mangiare la pasta alla sera: un amico gli ripeteva che dopo le 18 i carboidrati diventano tutti ciccia, mentre la dietologa ha sfatato questo mito. E così, non ha dovuto rinunciare alle sue amate penne all’arrabbiata!

Lui fino a 40 anni non aveva mai pesato più di 80 kg, nonostante la sua passione per dolci e insaccati. Ma poi aveva iniziato ad aumentare di un chilo ogni anno, sempre sul girovita. Solo in vacanza dimagriva un po’: in albergo non aveva a disposizione la dispensa o il frigo e quindi non faceva il pieno di biscotti o di pane e salame! Eliminando questi eccessi e imparando il metodo della Dieta Libera, in poco tempo ha potuto di nuovo stringere la cinghia: ha detto addio alla taglia 54 ed è tornato ai jeans taglia 50.

Angela, 49 anni

testo raccolto da Simona Acquistapace


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La giornata tipo di Angela

>colazione una tazza grande di caffelatte

>spuntino un grappolo d’uva

>pranzo una bruschettona preparata con una frisella integrale (70 g) con dadini di pomodoro, origano e prosciutto crudo (60 g) + un’insalatona di finocchi e carote

>merenda una mela verde

>cena gnocchi (200 g) al gorgonzola dolce (100 g) + carciofi al forno con prezzemolo

>dopo cena un cioccolatino

 

La giornata tipo di Alfredo

>colazione 200 g di yogurt magro alla frutta e una fetta di torta semplice (40 g)

>spuntino una banana

>pranzo penne integrali (120 g) al pomodoro e peperoncino, carne magra alla griglia (150 g), zucchine al vapore

>merenda una pera e due mandarini

>cena gnocchi (200 g) al gorgonzola dolce (100 g) + carciofi al forno con prezzemolo

>dopo cena un cioccolatino

LA DIETOLOGA: ECCO I TRUCCHI “SU MISURA”

«Per Angela la Dieta Libera è stata d'aiuto anche per combattere il gonfiore addominale, un disturbo che appesantiva ulteriormente il suo girovita», commenta la dietologa Carla Lertola.«Le è bastato evitare i legumi per il primo mese e limitare il consumo di tè che, come alcune tisane, contiene acido tannico, sostanza che inibisce la peristalsi. Ha sostituito questa bevanda con l’acqua, possibilmente calda, utilissima per effettuare una sorta di lavaggio gastroenterico.

La pancia di Alfredo, invece, dipendeva soprattutto dalla passione per wurstel e salame. Per non privarlo dei sapori forti, gli ho consigliato di usare lo speck al posto della pancetta affumicata per i sughi. E un po' di peperoncino nell’acqua della pasta, per gratificare il palato senza esagerare con il sale».

Articolo pubblicato sul n. 43 di Starbene in edicola dal 13/10/2015


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