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A dieta dopo un tumore

Dopo aver sconfitto il cancro, si può recuperare anche la linea. Ecco i consigli dell’esperta



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di Simona Acquistapace

41 anni, un figlio campione di golf, un marito attento, un lavoro di soddisfazione in banca. Chi direbbe che Elena fino a 2 anni fa pesava 92 chili, accumulati in un lungo percorso di lotta contro un tumore al seno, purtroppo recidivo?

Oggi è sana, sorridente e fiera della sua linea femminile: pesa 65 chili per 1,67 m di altezza e punta verso l'obiettivo dei 62, concordato con la dietologa. E metterà la palla in buca, c'è da giurarci!


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TUMORE, CURE, DIETA: COM'È ANDATA?

«Ho scoperto di avere un tumore quando mio figlio aveva appena un anno e ho affrontato chemio, terapia ormonale, cortisone. Sono guarita, ma sono ingrassata e nel 2006, leggendo Starbene nella sala d'aspetto dello IEO (Istituto europeo di oncologia) di Milano, dove sono stata curata, ho “incontrato” la dottoressa Carla Lertola.

Con lei e la sua Dieta Libera ho perso i miei 15 kg di troppo. Ma nel 2013 la malattia si è ripresentata e ho dovuto subire una mastectomia totale. Mi sono buttata sul cibo come ancora di salvezza: credo che fosse una sorta di fame di vita. La vita, grazie alle cure, ha vinto e ho detto addio al cancro. Ma la bilancia, nella primavera del 2014, segnava 92 kg». 



CHE RUOLO HA AVUTO IL PESO NELLA TUA STORIA E NELLA TUA MALATTIA?

«Ingombrante: ho vissuto per anni in un corpo che non era il mio. Prima c'era il tumore, che mi rendeva estranea a me stessa. Ma poi c'erano anche tutti quei chili, dei veri sconosciuti per me che prima della gravidanza ero un’acciuga di 50 kg

Un giorno ho preso il telefono e ho chiamato Carla. Mi ha detto: “Vieni domattina”. Mi conosce: se avessi aspettato non avrei più trovato il coraggio di cominciare la dieta, cioè di rimettermi di nuovo in gioco».


È STATO DIFFICILE SEGUIRE IL REGIME ALIMENTARE?

«Sono di Piacenza, abituata a mangiare bene, piatti della tradizione che fanno venire l’acquolina in bocca. Eppure, nei due anni di dieta non ho mai ripreso peso. Il segreto? La "comodità" di questa dieta. Mi è stato facile organizzarmi. 

A pranzo torno a casa dal lavoro e, se sono proprio di fretta, posso mangiare della verdura e un panino con quel che c'è nel mio frigo, ovvero formaggi e salumi di qualità (io li adoro, Carla Lertola me li concede, ma con molta Moderazione), così mi sento sazia e soddisfatta rispettando il regime alimentare.

La dietologa ha insistito perché alternassi spesso alle proteine animali i legumi: mi sono abituata e mi piacciono. Alla sera, invece, ho il tempo di preparare gustosi piatti di pasta, di cui sono golosa».

COSA HANNO DETTO I MEDICI?

«Gli oncologi hanno approvato sia la Dieta Libera, completa ed equilibrata, sia il mio dimagrimento, segnale di una ritrovata qualità di vita». Il miglior alleato, durante la dieta? «Mio marito: sapevo che teneva al mio aspetto, anche se non mi ha mai fatto pesare i chili di troppo, quando c'erano. Durante la dieta, mi ha incoraggiata e ha gioito di ogni mio successo, via via che l'ago della bilancia scendeva.

Al mio compleanno, il 26 febbraio, mi ha accompagnata nel più chic dei grandi magazzini di Milano e mi ha dato carta libera per lo shopping; ero così emozionata che non sono riuscita a comprare nulla! Allora mi ha portato in un ristorante stellato: e lì mi sono goduta i piatti gourmet e il suo sguardo orgoglioso».

LA MIA GIORNATA TIPO

Ecco l'esempio di un menu giornaliero di Elena, quando mangia a casa.


A colazione
Un caffè, un vasetto di yogurt magro alla frutta, 30 g di cereali

A metà mattina
Una porzione di fragole

A pranzo
Cous cous (70-80 g) con ceci (140 g), peperoni e curcuma; un'abbondante insalata di verdure fresche di stagione 

A merenda
Una macedonia di frutta fresca di stagione

A cena
Fusilli (70-80 g) con zucchine e menta, branzino (150 g) al forno con pomodoro a dadini e capperi, spinaci saltati

Quotidianamente
4-5 cucchiaini da tè di olio extravergine di oliva, verdure libere in abbondante quantità 

QUANDO IL CIBO SIGNIFICA VITA

«In una storia come quella di Elena, non si può dimenticare il significato più profondo del cibo», sottolinea la dietologa Carla Lertola. «Quando ti sembra che la vita ti scappi, lui c’è, è lì a tua disposizione, esprime il tuo attaccamento all'esistenza.

Per questo non si può proporre a chi ha vissuto l’esperienza del tumore una dieta punitiva: tanto quanto è sacrosanta l’esigenza di aver e un bell’aspetto e una linea piacevole, è altrettanto legittimo non imporsi rinunce deprimenti.

A Elena ho lasciato libertà, l’ho solo aiutata a riprendere il controllo della sua alimentazione e l'ho incoraggiata a consumare legumi, pesce, verdura e cereali integrali. Il vero successo è la serenità nel rapporto col cibo».

Articolo pubblicato sul n. 16 di Starbene in edicola dal 05/04/2016

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