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A dieta per dire addio al cibo spazzatura

Con pasti regolari e i consigli dello specialista, si può ritrovare la forma e nutrirsi meglio



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"Era stato il trasferimento a Milano a farmi scivolare nel sovrappeso. Avevo lasciato la Calabria per fare l’università ed ero arrivata a pesare più di 73 kg, per 1,65 m di altezza. Era come se fossi intossicata dallo stress, dai cibi scadenti, dai pasti disordinati. Con la Dieta Libera ho imparato la differenza tra nutrirsi per sopravvivere e nutrirsi bene, perché ci si ama".

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Mangiavo in orari assurdi
Finché avevo vissuto in famiglia, la mia linea era sempre stata ok: cucinava mia madre, i pasti erano sì appetitosi e abbondanti, ma sani e regolari.La mia dieta da universitaria, invece, è stata un disastro: non cucinavo mai, mangiavo a orari sballati, spesso cibo spazzatura. Non solo, a causa degli impegni di studio avevo rinunciato alle mie attività fisiche: danza, nuoto, palestra. Risultato? Tanti chili di troppo, soprattutto sul punto vita. Prima della laurea ho pensato che era ora di indirizzare la mia energia non solo per adattarmi a Milano e a superare gli esami, ma anche per occuparmi del mio benessere. Su consiglio di un’amica, mi sono rivolta alla dottoressa Lertola.

È scattata l’operazione pulizia
La specialista mi ha proposto un programma alimentare che definirei “pulito”: facile e leggero, anche per l’impatto che poi ha avuto sulla mia vita quotidiana. Niente calcoli di calorie, i pasti erano semplici da organizzare: una colazione completa, cereali a scelta a pranzo e cena, più formaggi, uova, legumi, carne o pesce. Verdure a volontà e due spuntini di frutta. Ho cominciato a fare la spesa e a cucinare. Se dovevo stare tutto il giorno in università, mangiavo al bar un’insalata con uova o formaggio o tonno, accompagnata dal pane. Le porzioni stabilite dalla dietologa erano sazianti; se mi veniva un languorino, c’era la frutta che faceva da spezzafame. E visto che sono dimagrita con regolarità, la dottoressa ha presto introdotto sfizi come brioche, cioccolato, gelato, pizza una volta alla settimana.

Ho imparato ad avere cura di me
Pensavo di non saper cucinare: invece il mio Dna calabrese si è manifestato e la Dieta Libera ha fatto emergere la cuoca che è in me. La mia pasta con il pesce spada, approvata da Carla, è diventata un piatto forte delle cene con gli amici. Ho riconquistato la linea, anche perché nel frattempo ho ricominciato ad andare in palestra (mi piace, mi rilassa). Quando mi ha rivisto mia madre, si è preoccupata perché non avevo più nemmeno quel “pancino” che al Sud è considerato indice di salute: prima al mare preferivo il costume intero, poi ho messo il bikini per la prima volta e non l’ho più tolto! Ho raggiunto il traguardo dei 58 kg in 12 mesi. E poi l’ho conservato per sempre, a parte un piccolo “sbandamento” quando ho ottenuto un nuovo impiego come web master, di soddisfazione ma stressante, che mi ha fatto riprendere un paio di chili. Sono tornata dalla dietologa, che mi ha consigliato di tenere un diario alimentare per aumentare la consapevolezza di ciò che mangio: facendolo, ho subito ritrovato il piacere di preparare e gustare il buon cibo.

Maria Rosaria, 27 anni
testo raccolto da Simona Acquistapace

La mia giornata tipo
Quando l’ago della bilancia segnala un paio di chili in più Maria Rosaria riprende la sua Dieta Libera. Ecco un esempio di cosa mangia:
>a colazione
Una ciotola con 30 g di muesli e un vasetto di yogurt magro
>a metà mattina
3-4 albiciocche
>a pranzo
Un panino da 70 g con 150 g di tonno e pomodori, più contorno di verdure grigliate
>a merenda
3 susine
>a cena
Un’insalata di pasta (70 g) con 100 g di mozzarella, pomodorini, fagiolini, carote e zucchine
>dopo cena
Una grossa fetta di anguria
Verdura libera in abbondante quantità; 4 cucchiaini di olio extravergine per condire.

Gelo d'anguria, il trucco della dietologa
«Maria Rosaria è una ragazza sana, presa dai suoi molti impegni», sottolinea la dietologa Carla Lertola.«I ritmi stressanti minacciano continuamente la sua alimentazione. Ma ormai ha imparato a volersi bene e sa correre ai ripari quando qualche nuovo evento turba la sua routine». Per lei, la dietologa ha un consiglioL’anguria, golosa e light, è l’ideale per la voglia di dolce che assale alla sera, quando si è molto stanchi. Maria Rosaria, in omaggio alle sue origini mediterranee, la può gustare quest’estate in forma di granita, mettendone una fetta in freezer e poi frantumando la polpa».

Articolo pubblicato sul n° 34 di Starbene in edicola dall'11 agosto 2015

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