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Bucce: quali mangiare?

Molti vegetali contengono più vitamine, fibre e minerali all’esterno. Scopri cosa prediligere

credits: iStock



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di Monica Marelli


La prossima volta che mangi la mela, non sbucciarla. La “pelle” di questo frutto è un tesoro di vitamine e polifenoli: sono presenti in misura tre volte maggiore rispetto alla polpa, come ha appena rivelato lo studio Apfel-Fit del centro di sperimentazione agraria e forestale Laimburg di Vadena (Bolzano). In realtà i vegetali dalla buccia salutare sono tanti: alcuni probabilmente sei già abituata a mangiarli “integri”, altri potrebbero rappresentare una novità. Scoprili con l’aiuto di Diana Scatozza, medico specialista in scienza dell’alimentazione e in farmacologia clinica. 


MELA - Una ricerca recente ha evidenziato che la buccia è ricca anche di acido ursolico: una sostanza che sembra prevenire l’obesità, il diabete e l’indebolimento della muscolatura. Proprio per l’alto contenuto in fibra, però, la “pelle” di questo frutto può risultare indigesta per i  bambini, gli anziani e chi soffre di colon irritabile. In questo caso non ci sono alternative: il frutto va sbucciato e consumato cotto. 

LIMONE - La scorza fornisce più olii essenziali (limonene) e flavonoidi, tutti con azione antiossidante: aiuta a controllare il colesterolo e protegge i capillari.

BANANA - La buccia ha un elevato contenuto di minerali e di fibra ma cruda è immangiabile. Se cotta a lungo, abbinata a spezie e aromi, diventa più digeribile ed è un piatto esotico e saporito.

CAROTA - Non pelarla, ma spazzolala leggermente e poi lavala bene. Nella buccia si concentra la maggior parte del betacarotene, il precursore della vitamina A, fondamentale per la rigenerazione cutanea e la vista. Alcuni studi hanno dimostrato che più le carote vengono ammorbidite dalla cottura e più il betacarote è biodisponibile. Ne parla anche Dario Bressanini, docente universitario di chimica, nel suo blog La scienza in cucina.

PEPERONE - Il “rivestimento” di questo ortaggio è ricchissimo di fibre e capsaicina (sostanza dall’azione vasodilatatoria e dal sapore piccante): per alcuni è difficile da digerire ma se non si hanno problemi eliminarlo è un peccato. Il colore indica le proprietà: verde, per la maggior presenza di clorofilla, è depurativo; rosso, per il più alto contenuto di vitamina C, è lassativo e attiva il metabolismo; giallo, fonte di vitamina K, è il migliore per rafforzare le pareti dei vasi sanguigni. 

PATATA - La “pelle”, che durante la cottura protegge la perdita dei minerali contenuti nella polpa, ha le maggiori percentuali di potassio, ferro, calcio, vitamina C e fibre. Puoi consumare quella tenera, e solitamente non trattata, delle patate novelle. Occhio invece a quella delle patate vecchie o verdi: non va mangiata perché può contenere solanina, una sostanza tossica.


VIA I PESTICIDI CON ACQUA E SALE

«È sempre opportuno lavare la verdura e la frutta, anche se provenienti da colture bio, perché tracce di terriccio o polvere possono essere sempre presenti», raccomanda Diana Scatozza, medico dietologo.

«Se poi il prodotto non è biologico, ricorda che il semplice passaggio sotto il getto freddo del rubinetto è in grado di rimuovere circa il 75-80% dei residui di pesticidi presenti sulle bucce (eventualità comunque rara). Vuoi essere più sicura? Aggiungi all’acqua un po’ di sale ed eliminerai quasi il 100% delle sostanze indesiderate», conclude l’esperta. 


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Articolo pubblicato sul n. 5 di Starbene in edicola dal 19/01/2016

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