Tiroide, una settimana di visite gratuite in 100 centri

Torna per la quarta volta la Settimana nazionale della tiroide con visite gratuite in 100 centri della Penisola. Prevenire i disturbi di questa piccola ghiandola può essere molto importante al fine della cura, soprattutto per le donne al di sotto dei 45 anni, categoria maggiormente a rischio.

Torna per la quarta volta la Settimana nazionale della tiroide con visite gratuite in 100 centri della Penisola. Prevenire i disturbi di questa piccola ghiandola può essere molto importante al fine della cura, soprattutto per le donne al di sotto dei 45 anni, categoria maggiormente a rischio.

La tiroide è una piccola ghiandola situata alla base del collo che produce ormoni responsabili dell’attività di buona parte dell’organismo. Il suo malfunzionamento determina insonnia, irritabilità, gonfiore al collo, oscillazioni di peso. Per individuare questo problema torna la Settimana nazionale della tiroide. Quest’anno, l’iniziativa, giunta alla IV° edizione, è particolarmente indirizzata alle donne al di sotto dei 45 anni che hanno una familiarità per patologia tiroidea, soprattutto se tumorale, e che manifestano i sintomi della malattia ma che non si sono mai sottoposte a un controllo in precedenza.

La IV Settimana nazionale della tiroide è promossa dal Club delle Uec (Unità di endocrinochirurgia) che raggruppa più di 300 specialisti in tutta Italia. Da lunedì 16 a venerdì 20 aprile, oltre 100 centri specializzati della Penisola (ospedali, centri universitari e strutture private) offriranno visite gratis e, dove necessario, proporranno un percorso di diagnosi e cura completo. Da oggi al 20 aprile è attivo il numero verde 800-122910 (dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18), per chiedere informazioni sul centro più vicino in cui prenotare la visita gratuita completa al collo.

«La prevenzione e la diagnosi precoce - spiega Giorgio De Toma, Presidente del CLUB delle UEC e Direttore della Chirurgia del Policlinico Umberto I di Roma - diventano fondamentali per un trattamento mirato e tempestivo. E il ricorso ad esami ecografici oggi consente di rilevare noduli spesso di piccole dimensioni in circa il 50% della popolazione, la stragrande maggioranza dei quali sono benigni, ma che, talvolta meritano ulteriori approfondimenti».

In Italia ci sono 6 milioni di persone con disturbi della tiroide. Nell’edizione 2010 della settimana di prevenzione ci sono state oltre 8.400 visite e nel 13% dei pazienti è stato scoperto un nodulo tiroideo, che nel 3,5% dei casi è stato sottoposto a terapia chirurgica. Mentre l’8% di tutti i pazienti ha avuto bisogno di una terapia farmacologica. Oltre l’80% delle persone che hanno usufruito di una terapia era di sesso femminile.