Combatti la cellulite se sei magra

La cellulite colpisce le magre soprattutto nella zona posteriore delle cosce, che ha un aspetto noduloso e appare poco tonica. Un altro punto critico è la cosiddetta culotte de cheval, appena sotto le ossa del bacino.

La cellulite colpisce le magre soprattutto nella zona posteriore delle cosce, che ha un aspetto noduloso e appare poco tonica. Un altro punto critico è la cosiddetta culotte de cheval, appena sotto le ossa del bacino.

Colpa del metabolismo delle cellule «Nelle persone magre la cellulite compare soprattutto quando le cellule non vengono adeguatamente nutrite», spiega Bacci. Anche se si mangia poco, una dieta squilibrata con troppi zuccheri, poche proteine e vitamine, può provocare un’infiammazione profonda dei tessuti. Si verifica cioè un’alterazione del metabolismo delle celluleche, prive di nutrienti fondamentali come gli aminoacidi, non riescono più a svolgere al meglio le loro funzioni vitali. Per combatterla bisogna adottare un’alimentazione calibrata e variata. Un’altra causa sono gli squilibri ormonali. Un eccesso anche minimo di estrogeni e progesterone (ad esempio per via della pillola), può provocare ritenzione idrica e aumentare il tessuto grasso anche in chi è snella. Nel caso, una visita dal ginecologo aiuta a trovare la soluzione anticoncezionale più mirata, riducendo al minimo eventuali effetti collaterali.

Dove compare la cellulite In aree circoscritte La cellulite colpisce le magre soprattutto nella zona posteriore delle cosce, che ha un aspetto noduloso e appare poco tonica. Un altro punto critico è la cosiddetta culotte de cheval, appena sotto le ossa del bacino. «Qui la buccia d’arancia si accumula perché i recettori che catturano i grassi sono più numerosi e sensibili», spiega Pier Antonio Bacci, docente di chirurgia estetica. Per lo stesso motivo, altre zone a rischio sono l’interno delle ginocchia, i polpacci e le caviglie. In queste zone la cellulite è ancora più resistente in presenza di alterazioni della postura (come piedi piatti e ginocchia valghe) e della circolazione.

Come si presenta La cute è poco elastica e fredda Se premi la pelle con la punta delle dita lasci un’impronta chiara e un avvallamento, segno che i tessuti sono fibrotici, cioè induriti in profondità e poco elastici. In posizione distesa la pelle è liscia, ma se la pizzichi appare irregolare e granulosa e senti fastidio o dolore. Quando sei in piedi noti qualche avvallamento e se cammini la cute trema un po’, come se non aderisse bene al muscolo. «È la cellulite fibrosa o interstiziale, tipica delle persone senza problemi di peso», dice l’esperto. Altre caratteristiche sono la pelle fredda, male irrorata, pallida e disidratata. Talvolta si avvertono dolori e pesantezza alle gambe, conseguenze di un microcircolo che non funziona bene.

Dall’estetista scegli la lipocaffeina Chi ama le cure naturali e, pur essendo longilinea, ha dei cuscinetti adiposi localizzati può puntare su un nuovo trattamento estetico. «Si chiama LC24 e sfrutta le proprietà riducenti e drenanti della lipocaffeina fornita gradualmente», spiega Delia Di Ciocco, del Centro Benessere e Bellezza di Roma. «Viene infatti rilasciata ai tessuti nelle 24 ore successive al trattamento. Ogni seduta è molto piacevole: dopo avere eseguito un efficace massaggio connettivale che riattiva il microcircolo, l’estetista stende sui punti critici un impacco tiepido formato da un mix di lipocaffeina (estratta dal caffè verde) ed erba mate brasiliana, un altro potente “sciogligrassi”. Si avvolge la zona con speciali pellicole e si lascia in posa per circa 30 minuti». Un ciclo di 10 sedute costa 900 euro.

Dal medico estetico prova l’intralipoterapia L’armonia delle forme? Un sapiente gioco di curve dove concavità e convessità si rincorrono. «Contro gli accumuli adiposi che guastano la silhouette delle magre c’è una tecnica combinata, chiamata intralipoterapia, che agisce in modo “distrettuale”», afferma Raoul Novelli, chirurgo estetico a Milano. «Nell’area da ridurre si infiltra una sostanza farmacologica, chiamata fosfatidilcolina desossicolato, che ha un’azione lipolitica. Per chi teme aghi e siringhe, c’è una valida alternativa: la possibilità di veicolarla nel tessuto adiposo tramite piccoli impulsi elettrici che creano nella pelle dei canali acquosi “lasciapassare” (elettroporazione). Quindi, si fa un massaggio caldo con un manipolo a radiofrequenza, per rassodare la parte svuotata». 8-10 sedute, a 200 e l’una.

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